I primi paragrafi erano solo notevoli in quanto che rivelavano che lo scrittore non aveva perduto quelle qualità di scherno e d'ironia che adornavano il suo dire giovanile. Ma quando il lettore arrivò ai passi intesi a rammentare a Grato la famiglia dei Hur, la sua voce tremò, e due volte dovette arrestarsi, per riprendere padronanza di sè. Con uno sforzo continuò. — «Richiamerò anche le disposizioni che prendesti riguardo ai membri della famiglia Hur» — qui la voce del lettore fu rotta come da un singhiozzo — «affinchè il silenzio della tomba ci assicurasse il tranquillo godimento dei nostri guadagni, e allo stesso tempo il rimorso di aver versato sangue non ci macchiasse la coscienza.» —
Ben Hur non potè continuare. Il papiro scivolò dalle sue mani ed egli si coprì il volto.
— «Sono morte — morte. Io sono solo!» —
Lo sceicco era stato muto ma commosso spettatore del dolore del giovine.
Egli si alzò e disse: — «Figlio di Arrio, io devo chiederti perdono. Leggi la lettera da solo. Quando ti sarai riavuto abbastanza per comunicarmi il resto del contenuto, mandami a chiamare.» —
Egli uscì dalla tenda. Il pensiero delicato era degno di lui.
Ben Hur si gettò sul divano e si abbandonò alla foga della sua passione.
Quando si fu rimesso alquanto, si ricordò che parte della lettera non gli era ancora conosciuta, e ne riprese la lettura. — «Ti ricorderai di ciò che hai fatto della madre e della figlia del malfattore, e se ora cedo alla curiosità di sapere se vivano o siano morte....» — Ben Hur trasalì, rilesse il passo: — «Egli non sa se siano morte; egli non sa!» — esclamò. — «Benedetto sia il nome del Signore! C'è ancora un po' di speranza.» — Sorretto da questo pensiero continuò la lettura fino al fondo.
— «Non sono morte» — egli disse, dopo breve riflessione: — «Non sono morte; altrimenti egli lo saprebbe.» —
Una seconda lettura, più attenta della prima, lo confermò in questa opinione. Allora mandò a chiamare lo sceicco.