— «Tu hai fatto bene — disse il tribuno esaminando il disegno e credendo che la narrazione fosse finita. — «Farò correggere la pianta, o, meglio ancora, ne farò fare una nuova da dare a te. Vieni a prenderla domattina.» —
Così dicendo s'alzò.
— «Odimi ancora, o tribuno.» —
— «Domani, Gesio, domani.» —
— «Ciò che ho ancora da dirti è urgente.» —
Il tribuno riprese con bonarietà il suo posto.
— «Mi sbrigherò» — disse il custode umilmente — «solo lascia che ti domandi ancora una cosa. Non avevo il diritto di credere a Grato riguardo a quanto mi disse intorno ai prigionieri della cella numero V?» —
— «Sì, era tuo dovere di credere che vi fossero tre prigionieri nella cella — prigionieri di Stato — ciechi e muti.» —
— «Ebbene» — disse il carceriere — «neppur quello era vero.» —