— «Sia ringraziato per sempre il Signore!» — esclamò la madre col fervore di una persona che avesse ricuperata la fede e la speranza.
— «Olà» — sentirono gridare, e poi: — «Chi siete?» —
La voce era sconosciuta. Che cosa accadeva? Eccettuate le parole scambiate con Tirzah queste eran le prime e le sole che essa avesse udito in otto anni. Che gran salto — dalla morte alla vita — e che salto repentino!
— «Una donna d'Israele, qui sepolta con sua figlia. Aiutateci presto o morremo.» —
— «Fatevi animo. Ritornerò.» —
Le donne ruppero in forti singhiozzi. Erano state trovate e si veniva in loro aiuto.
Di desiderio in desiderio le loro speranze volavano veloci, come le rondini.
Poichè si sapeva dov'esse erano, verrebbero anche liberate. Avrebbero ricuperato tutto ciò che avevano perduto: casa, amici, possedimenti, libertà, figlio e fratello! La scarsa luce celava loro ancora le bellezze del giorno, ma, immemori delle sofferenze, della sete e della fame, del pericolo continuo di morte, le due donne caddero per terra piangenti, tenendosi strette l'una all'altra.
Non aspettarono a lungo; Gesio si sbrigò in due parole e il tribuno era un uomo d'azione.
— «O voi là dentro — gridò il tribuno dall'apertura — dove siete?» —