L'ira accrebbe forza a Ben Hur, il quale liberandosi con violenza dalle mani che lo afferravano, giuocò vigorosamente di mulinello col pugno e riuscì a farsi strada attraverso la turba che lo stringeva da ogni banda. Con la tunica a brandelli, quasi nudo, e grondante di sudore dalla fatica riuscì finalmente a fuggire nel burrone, che nascondendolo con le sue ombre amiche gli offrì temporaneo asilo e salvezza.
Quando il pericolo fu sparito, Ben Hur riprese la veste che aveva lasciata sul muro dell'orto e rientrò in città, al suo Khan, donde, fattosi sellare il cavallo, partì alla volta delle tende presso la tomba dei Re.
Cavalcando, egli si promise di rivedere il Nazareno all'indomani. Lo promise, non sapendo che il povero derelitto era stato condotto immediatamente in casa di Hannas, per essere giudicato quella stessa notte.
Il cuore del giovane era pesante, e quando egli si distese sopra il suo giaciglio, non potè per lungo tempo prender sonno; perchè ora veramente questo rinnovellato regno Giudeo si risolveva nella sua vera essenza, ed appariva un sogno. È terribile vedere gli edifici che la nostra speranza innalza, precipitare l'uno dopo l'altro, senza dar tempo all'anima di riaversi, all'orecchio di dimenticare il frastuono della prima ruina; ma quando tutti quanti precipitano insieme — come navi che affondano, — come case che crollano in un terremoto — lo spirito che sa sopportare il disastro con calma, è dotato di una tempra superiore alla comune — e Ben Hur non era di quelli. Fissando gli sguardi nell'avvenire egli cominciò a intravvedere i brani di una vita serenamente bella, con un tranquillo focolare invece di un palazzo reale, e con Ester sua sposa. Più volte nel lento volgere delle ore notturne, egli pensò alla villa di Miseno, immaginando la figura della sua bella compagna aggirantesi in quei superbi atri Romani, per quei sentieri fioriti, per la spiaggia di quel mare così azzurro, sotto alla volta del bel cielo Napoletano.
In altre parole una nuova crisi sconvolgeva Ben Hur, crisi che solo l'incontro col Nazareno all'indomani, poteva risolvere.
CAPITOLO IX.
La mattina appresso, circa all'ora seconda, due uomini giunsero di galoppo alla tenda di Ben Hur, e, smontando, chiesero di parlargli. Egli non era ancora alzato, ma ordinò che fossero subito ammessi.
— «Pace a voi, fratelli» — egli disse, poichè erano dei suoi Galilei, ufficiali fidati. — «Sedete.» —
— «No» — disse il più anziano bruscamente, — «sedersi e fare il proprio comodo significa lasciar morire il Nazareno. Alzati, figlio di Giuda, e vieni con noi. Il giudizio è stato pronunciato. L'albero della croce è già pronto sul Golgota.» —
Ben Hur sbarrò gli occhi.