Nasel disse, a Lumaca—"Cammina un pò più lesta,
Chè un Porcellin di mare—la coda mi calpesta!—
Già Gamberi e Testùdi—sen vengono a fidanza,
E aspettano il segnale—per cominciar la danza.
Volete voi, volete,—volete voi ballare?
Volete voi, volete,—co' Gamberi danzare?

"Che gioja! che delizia!—Innanzi e indietro andremo;
Nel mar scaraventati—co' Gamberi saremo!"
Rispose la Lumaca:—"Oimè! gli è un pò lontano!
A me non piace un ballo—cotanto ardito e strano!"
Volete voi, volete,—volete voi ballare?
Volete voi, volete,—co' Gamberi danzare?

"Che male!" gli rispose—il candido Nasello,
"Di là c'è un'altra sponda—c'è un suolo assai più bello;
Dall'Adria alla Dalmazia—faremo un salto audace,
Oh non temer, carina,—sta quieta e vivi in pace!
Volete voi, volete,—volete voi ballare?
Volete voi, volete,—co' Gamberi danzare?"

"Grazie tante! è una bella contraddanza," disse Alice, lieta che fosse finita; "e poi quel canto curioso del Nasello mi piace tanto!"

"A proposito dei Naselli," disse la Falsa-Testuggine, "essi sono—voi ne avete veduti, non è vero?"

"Sì," rispose Alice, "li ho veduti spesso a tavo——" e inghiottì il resto della parola.

"Non so dove sia Tavo," disse la Falsa-Testuggine, "ma se voi li avete veduti spesso, sapete che cosa sono."

"Lo credo," rispose Alice, raccorgendosi. "Hanno la coda in bocca, e son tutti coperti di pan grattato."

"V'ingannate in quanto al pan grattato," soggiunse la Falsa-Testuggine: "le miche di pane sparirebbero nel mare. Ma essi hanno però la coda in bocca; e la ragione è questa——" e quì la Falsa-Tartaruga sbadigliò, e chiuse gli occhi.—"Ditegliela voi la ragione," chiese al Grifone.

"La ragione è la seguente," disse il Grifone, "essi vollero andare al ballo co' Gamberi; e così furono buttati nel mare; e così fecero il capitombolo molto al di là; e così si attaccarono la coda in bocca; e così non potettero distaccarsela più; e questo è quanto."