"Grazie," disse Alice, "davvero è interessante. Non ne seppi mai tanto intorno a' naselli."

"Presto, fateci un racconto delle vostre avventure," disse il Grifone.

"Ve ne potrei raccontare cominciando da stamane," disse Alice assai timidamente; "ma è inutile raccontarvi quelle di ieri, perchè—ieri io era tutt'altra persona."

"Oh! spiegateci ciò," disse la Falsa-Testuggine.

"No, no! prima le avventure," sclamò il Grifone, impaziente: "le spiegazioni sono lungaggini nojose."

Così Alice cominciò a raccontar loro i casi suoi sin dal momento che incontrò il Coniglio bianco: ma bentosto cominciò a sentire un poco di paura che le due bestie le si erano appiccicate ai fianchi, slargando gli occhi e spalancando le bocche, però in pochi istanti la piccina si riebbe dal timore. I suoi uditori si mantennero quieti sino a che ella giunse alla ripetizione del "Guglielmo, tu sei vecchio" da lei fatta al Bruco, e siccome le parole le uscivano tutte diverse dal vero originale, la Falsa-Testuggine diè fuori uno de' suoi sospironi, e disse, "È curioso davvero!"

"È curioso come la curiosità," sclamò il Grifone.

"È uscito fuori tutto diverso!" soggiunse la Falsa-Testuggine dopo averci riflettuto sopra. "Vorrei che ella ci recitasse qualche cosa ora. Dìlle che cominci." E guardò il Grifone pensando ch'egli avesse autorità sopra Alice.

"Levatevi," disse il Grifone, "e ripeteteci la canzona piemontese 'Trenta quaranta——'"

"Oh come queste bestie comandano! e fanno recitar le lezioni!" pensò Alice. "Sarebbe lo stesso per me che fossi a scuola." Ciò non di meno si levò, e cominciò a ripeter quel Canto; ma la sua testolina era tanto piena di Gamberi e di Contraddanze, che non sapea che si dicesse, e i versi usciron fuori assai male:—