"Son trenta e son quaranta"—il Gambero già canta
"M'han troppo abbrustolito—mi voglio inciprïare,
In faccia a questo specchio—mi voglio spazzolare,
E voglio rivoltare—e piedi e naso in su!"
"Ma cotesto costì gli è diverso da quello ch'io recitava quando era bimbo," disse il Grifone.
"Non l'ho mai sentito prima," osservò la Falsa-Testuggine; "ma gli è sciocco oltremisura."
Alice non rispose; ma sedette con la faccia nascosta fra le mani, pensando se mai le cose tornassero una volta al loro corso naturale.
"Vorrei che me lo spiegaste," domandò la Falsa-Testuggine.
"Non sa spiegarlo," disse il Grifone: "Cominciate la seconda strofa."
"A proposito di piedi," continuò la Falsa-Testuggine. "Come poteva egli rivoltarli, e col naso per giunta?"
"È la prima posizione nel ballo," disse Alice; ma era talmente imbarazzata con quell'argomento, che non vedeva il momento di mutar soggetto.
"Continuate la seconda strofa," replicò il Grifone con impazienza; "comincia 'Bianca la sera.'"