| Anno di | Cristo CDLXXXI. Indizione IV. |
| Simplicio papa 14. | |
| Zenone imperadore 8 | |
| Odoacre re 6. |
Console
Placidio, senza collega.
È di parere Onofrio Panvinio [Panvin., in Fast.] che questo console fosse creato in Occidente; e veramente il nome latino di Placido, ossia di Placidio, come ha Cassiodoro [Cassiodorus, in Fastis.], può aiutare la di lui conghiettura. Ma non è certo l'affare, giacchè poco fondamento si può fare sul nome, pel commercio che passava allora tra i Latini e Greci. Da Teodosio il Grande nacque in Costantinopoli Galla Placidia, ed ivi parimente Pulcheria Augusta figliuola d'Arcadio nacque. E pure tanto Pulcheria che Placidia sono nomi latini. Dal suddetto Cassiodoro abbiamo all'anno presente, che il re Odoacre passato colle sue forze in Dalmazia, vinse ed uccise Odiva conte, cioè quel medesimo che proditoriamente avea tolta la vita a Nipote imperadore. Questa azione di Odoacre ci dà motivo di argomentare ch'egli avesse in addietro avuto dell'amore, o almen del rispetto per esso Nipote, con lasciarlo pacificamente signoreggiar nella Dalmazia, perchè Zenone Augusto glielo avea raccomandato; e che, udita poi la violenta sua morte, accorresse per far vendetta dei traditori. Ma probabilmente a questo desiderio s'aggiunse l'altro di sottomettere quella provincia al suo dominio, giacchè abbastanza si conosce che quell'Odiva conte, dopo avere assassinato Nipote, doveva avere assunta la signoria della Dalmazia, ed era colle armi in mano, di maniera che fu necessario il vincerlo colla forza. In questi tempi Teoderico figliuolo di Triario, re di una parte dei Goti, e diverso da Teoderico Amato, che fu poi re d'Italia, ed era allora emulo del suddetto, fece, secondochè scrive Marcellino conte [Marcell. Comes, in Chron.], le cui parole son ripetute da Giordano [Jordan., de Regn. Success.], fece, dico, un'irruzione nella Tracia, con giungnere fino ad Anaplo, quattro miglia lungi da Costantinopoli; ma non istette molto a ricondurre indietro la sua armata con ammirazion di tutti, perchè non recò danno alcuno notabile al paese: il che non è ben poco credibile. Malco istorico [Malch., tom. 1 Hist. Byz.] parla molto di lui. Teofane [Theoph. in Chronogr.] all'incontro scrive ch'egli era nipote della moglie del fu Aspare patrizio, ed era stato generale di Basilisco tiranno, con aggiugnere ch'egli in questa mossa, dopo avere devastate varie contrade della Tracia, per avere scoperta una congiura dei suoi familiari, tornò addietro e gli uccise; il che vien confermato da Evagrio. Seguita a dire Marcellino che mentre costui s'incamminava con fretta verso l'Illirico, forse quivi sperando di far meglio i fatti suoi, avendone avuto paura il suo cavallo, si spiccò accidentalmente dalla cima di una carretta un dardo (Teofane dice un'asta) che il ferì; del che egli fra non molto si morì con gran festa e giubilo dei sudditi dell'imperio d'Oriente che aveano ricevuto in addietro gravissimi danni ed aggravii da lui. Ma questa consolazione troppo restò amareggiata per la morte succeduta verso i medesimi tempi di quel Sabiniano generale dell'armata cesarea, che tanto vien commendato dal suddetto Marcellino istorico, senza ch'egli avesse tempo di eseguir tutte le sue idee per rimettere in buono stato gli affari dell'imperio orientale. Nel presente anno crede il padre Pagi che seguisse la morte di Childerico re de' Franchi, e non già nell'anno 484, come altri hanno preteso. Ebbe per successore Clodoveo suo figliuolo, celebratissimo re di quella nazione, siccome vedremo.
CDLXXXII
| Anno di | Cristo CDLXXXII. Indizione V. |
| Simplicio papa 15. | |
| Zenone imperadore 9. | |
| Odoacre re 7. |
Consoli
Trocondo e Severino.