Hac ratione iterum solito sublata veneno
Bellua, Tyrrhenis fundens fera sibila ab oris,
Sollicitat Rhodani gentem: cui moribus auctor
Temnendus Ludovicus erat, sed stirpe legendus;
Berengario genesi conjunctus quippe superba.
Come poi questo poeta parli qui di un anno quarto, dopo aver detto che nell'anno terzo Lamberto Augusto terminò sua vita, non si sa ben comprendere. Dall'anno 896, in cui stabilirono pace insieme Lamberto e Berengario, si può intendere che corsero tre anni, nel terzo de' quali, cioè nell'anno 898, Lamberto diede fine a' suoi giorni. Pel quarto, in cui Lodovico re di Provenza calò in Italia, pare ch'egli intenda l'anno 899, e che non abbia conosciuto o abbia confuso le due diverse venute di questo re mentovate da Liutprando, con dirne una sola. Comunque sia, in quest'anno è certa la discesa d'esso Lodovico in Italia; e questa la credo io la prima sua venuta. Accenna il Sigonio due diplomi [Sigonius, de Regn. Ital., lib. 6.] dati dal re Berengario in Verona IV idus martias, e XIII kalendas novembris dell'anno presente. E due altri dati dal re Lodovico pridie idus octobris in corte Olonna, e pridie kalendas novembris del medesimo anno in Piacenza. Quest'ultimo si legge presso l'Ughelli [Ughell., Ital. Sacr., tom. 5 Append.]. Ho io prodotto altrove [Antiquit. Italic., Dissert. III.] un privilegio da lui conceduto nel febbraio dell'anno seguente a Pietro vescovo di Arezzo, da cui si ricava, che dataglisi la città di Pavia, quivi in una gran dieta de' vescovi, marchesi e conti del regno d'Italia (circa il principio di ottobre dell'anno presente), Venientibus vobis (dice egli) Papiam in sacro palatio, ibique electione, et omnipotentis Dei dispensatione, in nobis ab omnibus episcopis, marchionibus, comitibus, cunctisque item majoris inferiorisque personae ordinibus facto, ec. Nè perdè egli tempo per andare a Roma, dove gli dovea già essere stata promessa la corona e il titolo d'imperadore. In un altro suo diploma, parimente da me pubblicato [Antiquit. Italic., Dissert. X, pag. 582.], egli comparisce in Olonna presso a Pavia nel dì 14 di ottobre dell'anno presente, e conta l'anno primo del regno d'Italia.
Aveva intanto la morte rapito il buon papa Giovanni IX, e in luogo suo era stato sustituito papa Benedetto IV. Prima del dì 31 d'agosto convien credere che seguisse l'elezione e consecrazione di questo pontefice, dacchè abbiamo una sua bolla spedita pel vescovo di Lione Angrino, e data [Labbe, Concil., tom. 9.] II kalendas septembris anno domni Benedicti papae primo, anno II post obitum Landeberti imperatoris Augusti, Indictione III, cioè nell'anno presente. E in quest'anno medesimo credette il padre Pagi [Pagius, ad Annal. Baron.], e credeva anch'io una volta, che Lodovico avesse conseguito in Roma la corona e il titolo imperiale; ma, per le ragioni che addurrò, ciò avvenne solamente nell'anno appresso. Reginone [Rhegino, in Chronico.], o, secondo me, chi fece senz'ordine di cronologia delle giunte alla storia di Reginone, scrive all'anno 897 avvenimenti che debbono appartenere all'anno presente: cioè, che inter Ludovicum et Berengarium in Italia plurimae congressiones fiunt; multa certaminum discrimina sibi succedunt. Novissime Ludovicus Berengarium fugat, Romam ingreditur, ubi a summo pontifice coronatus, imperator appellatur. Altre memorie non ci restano per chiarire, se veramente in quest'anno succedessero tali combattimenti fra Lodovico e Berengario. E qui si osservi che il buon Liutprando non fa menzione alcuna della promozion di Lodovico alla dignità imperiale, ed assai mostra di non averne avuta contezza: il che ci dee rendere cauti a credere tutto quanto fu scritto da lui de' tempi alquanto lontani dall'età sua. Accadde nell'anno presente mutazion di dominio nel principato di Benevento [Anonym. Benevent. apud. Peregr., P. I, tom. 2 Rer. Ital.]. Radelchi ossia Rodelgiso II principe di quella contrada, assai facea conoscere la sua semplicità e debolezza con lasciarsi governare alla cieca da un certo Virialdo, uomo di malignità sopraffina. Costui trattava alla peggio i Beneventani, moltissimi ne cacciò in esilio, e costoro si ricoveravano tutti a Capoa sotto la protezione di Atenolfo conte e signore di quella città. Aveva Atenolfo, siccome personaggio attento a' suoi interessi, fatto dei gran maneggi per ottenere una figliuola di Guaimario I principe di Salerno, in moglie per Landolfo suo figliuolo, ma senza mai poterla spuntare, tuttochè si esibisse di riconoscere lui per suo sovrano, come aveano fatto in addietro i conti di Capoa. A queste nozze sempre si oppose Jota, sorella del fu Guido duca di Spoleti e moglie d'esso Guaimario, la quale per essere ex regali stemmate orta, abborriva d'imparentarsi con chi ella pretendeva suddito suo. Vi si opposero anche i parenti d'esso Atenolfo, banditi e dimoranti in Salerno. Il perchè, stanco di questi rifiuti, fece Atenolfo pace con Atanasio II, vescovo e duca di Napoli, ed accasò il figliuolo Landolfo con Gemma figliuola d'esso Atanasio. Intanto i fuorusciti beneventani andavano stuzzicando e animando Atenolfo ad occupar la città e il principato di Benevento, e menarono così accortamente questo trattato, che una notte rotte le serrature di quella città, v'introdussero Atenolfo; e dopo aver preso Radelgiso, concordemente col popolo proclamarono principe esso Atenolfo, il quale con umili maniere e molti doni seppe ben cattivarsi in breve l'amore di que' cittadini. L'Ughelli, seguitando la scorta di alcuni storici napoletani, mette la morte del suddetto Atanasio II, vescovo di poco gloriosa memoria, ed anche duca di Napoli, nell'anno 895. Ma probabilmente egli visse oltre a quell'anno; e se la di lui figliuola Gemma fosse stata presa per moglie in quest'anno dal figliuolo di Atenolfo (parendo verisimile che suo padre Atanasio fosse allora vivo), converrebbe differir la morte di questo vescovo almen sino all'anno presente. In luogo di lui certo è che Gregorio (nipote suo, se non erro) fu creato duca di Napoli. Da uno strumento riferito dal Campi [Campi, Istor. di Piacenza, Append.] si vede che in quest'anno nel dì 25 di settembre per Indictione quarta domna Ageltruda olim imperatrix augusta fa un cambio con Majone abbate di San Vincenzo del Volturno, acquistando una corte e chiesa posta nel piacentino, e ch'essa continuava ad abitare nel ducato di Spoleti.
DCCCCI
| Anno di | Cristo DCCCCI. Indizione IV. |
| Benedetto IV papa 2. | |
| Lodovico III imperadore 1. | |
| Berengario re d'Italia 14. |