VMILIBVS VOTA SVSCIPE DOMINE
DOMNORVM NOSTRORVM LIVTPRANTE
ILPRANTE REGIBVS ET DOMNI
BARBATII EPISC. SANCTE ECCLESIE
BONONIENSIS. HIC IN HONOREM RELIGIOSI SVA
PRAECEPTA OBTVLERVNT, VNDE HVNC VAS
IMPLEATVR IN CENAM DOMINI SALVATORIS
ET SI QVA MVNERA CVISQVAM MINVERIT
DEVS REQVIRET
Per altro è incerto se il tentativo fatto dai Romani, cioè dai sudditi dell'imperadore, per ricuperar Bologna, appartenga alla precedente guerra dell'anno 728 e 729, ovvero ai tempi presenti. Ora noi sappiamo da Anastasio [Anastas., in Zachar.], che non intervenne il popolo romano alla difesa di Trasmondo, allorchè il re Liutprando armato venne per ritorgli il ducato di Spoleti. E ne adduce quello storico la ragione, o il pretesto, perchè Trasmondo, dopo essere rientrato nel possesso di quel ducato, non si prese più cura o pensiero di cavar dalle mani del re le quattro città dianzi occupate di ragion del ducato romano, e per non aver mantenuto altri patti seguiti fra loro. Soggiugne Anastasio, che mentre il re Liutprando si preparava con tutto l'esercito per passare all'offesa del ducato romano, Dio chiamò a miglior vita il pontefice Gregorio III, con lasciare in Roma un bell'odore di santità, e non poche memorie della sua pietà e munificenza, che son descritte ad una ad una dallo stesso autore. Finì egli di vivere sul fine di novembre. Diede alla luce monsignor Fontanini [Fontaninius, in Antiquit. Hort., lib. 2, c. 7.] una lettera non più veduta di questo papa, cavata dalla Raccolta MS. degli antichi Canoni, fatta dal cardinal Deusdedit. Essa è scritta ai vescovi Tusciae Langobardorum, con pregarli di unirsi con Adeodato suddiacono regionario, ad obsecrandum et Deo favente obtinendum pro quatuor castris, quae anno praeterito beato Petro oblata sunt, ut restituantur a filiis nostris Liutprando et Hilprando. Leggesi la data idus octobris Indictione IX, cioè, secondochè pensa il suddetto prelato, nell'anno 740. Ma non essendoci probabilità che nell'anno 739 il re Liutprando, impegnato co' suoi soccorsi nella guerra dei Saraceni in Provenza, facesse l'impresa di Spoleti, convien credere che l'occupazion di quelle quattro castella o città seguisse anno praeterito, cioè nell'anno 740, siccome ho detto; e per conseguente che quella lettera sia scritta nel presente 741, prima che questo pontefice passasse a miglior vita, e che in vece d'Indictione IX, si abbia a leggere Indictione X, se pure l'indizione allora non correva in Roma sino al fine dell'anno: nel qual caso nulla sarebbe da mutare. Che se lo stesso monsignor Fontanini ci fa quivi sapere che Perugia era la capitale della Toscana de' Longobardi, avrebbe egli durata fatica a provar quest'asserzione, perchè sotto i Longobardi non apparisce che la Toscana costituisse un ducato, o marca, di cui fosse capo qualche città. Quello ch'è peggio, abbiam veduto poco fa Agatone duca di Perugia uffizial de' Romani, ossia degl'imperiali; e però neppur si vede che Perugia in questi tempi fosse sottoposta ai Longobardi, non che capitale della Toscana ad essi spettante.