Gaufredo Malaterra [Gaufridus Malaterra, lib. 3, cap. 3.] aggiugne che nel tempo medesimo dell'assedio di Salerno il duca Roberto entrò in possesso d'Amalfi, ed ebbe al suo servigio parte degli stessi Amalfitani contra di Salerno. Meritano ben più fede tali autori, che la Cronichetta amalfitana, in cui all'anno 1074 è riferita la presa di Amalfi, con dirsi ivi ancora, che essendo morto Sergio duca di quella città, gli succedette Giovanni suo figlio, ma per poco tempo, perchè ne fu spogliato da Roberto Guiscardo.
Abbiamo ancora dal suddetto Malaterra che in quest'anno il conte Ruggieri assediò per mare e per terra in Sicilia la città di Trapani, e la forzò alla resa. Veggonsi varii atti di Arrigo IV e dei suoi ministri, prima ch'egli tornasse in Germania. Cioè confermò egli al monistero di san Salvatore di Pavia i suoi beni [Bullar. Casinense, tom. 2, Constit. CXIV.], III nonas aprilis anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu Christi MLXXVII, Indictione XV, anno autem ordinationis quidem domni Henrici quarti regis XXVI, regni vero XXIV. Actum Papiae. Trovavasi egli in Piacenza XIII kalendas martii, dove tenne un placito [Campi, Istor. di Piacenza, tom. 1, Append.], e giudicò in favore di quella cattedrale. Probabile è ancora che appartenga a quest'anno il diploma da me dato alla luce [Antichità Estensi, P. I, cap. 7.], in cui conferma Ugoni et Fulchoni germanis, Aczonis marchionis filiis, cioè del marchese Azzo II progenitore dei principi estensi, i loro Stati posti nei contadi di Gavello, Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Cremona, Parma, Lunigiana, Arezzo, Lucca, Pisa, Piacenza, Modena e Tortona; fra' quali specialmente vengono annoverati Este, Rovigo, Montagnana, Casal Maggiore del Cremonese, Pontremoli della Lunigiana, e la terra Obertenga in Toscana, de' quali Stati ho io abbastanza favellato nelle Antichità estensi. Tre placiti ancora tenuti dai suoi ministri in Verona e in Padova si trovano da me pubblicati nelle Antichità italiche [Antiquit. Ital., Dissert. IX et XXXI.]. Ma quel che è più glorioso per la nobilissima casa d'Este, in quest'anno (s'io ben mi appongo) Roberto Guiscardo duca, dopo aver maritata, come già accennammo, una figliuola nell'imperador d'Oriente, un'altra ne diede ad Ugo figliuolo del sopraddetto marchese Azzo. Ne fa menzione Guglielmo pugliese [Guillelmus Apulus, lib. 3 Poemat.] con dire che dopo la presa di Salerno venne il duca alla città di Troia, e che fermatosi ivi,
Nobilis advenit lombardus Marchio quidam,
Nobilibus patriae multis comitantibus illum;
Axo vocatus erat. Secum deduxit Hugonem
Illustrem natum. Ducis ut filia detur
Exigit, in sponsam. Comites, proceresque vocari
Quoque facit super his dux consulturus ab urbe.
Horum consiliis Roberti filia nato
Traditur Axonis, ec.