Abbiamo dal soprallodato Pandolfo Pisano che il papa, non so se nell'anno presente, oppure nel susseguente, ricuperò colla forza dell'armi Città Castellana. Mosse anche guerra a Pietro dalla Colonna (il primo che s'incontri di questa nobilissima famiglia nelle storie), perchè aveva occupata la terra di Cavi, spettante alla Chiesa romana. Tolta fu non solamente ad esso Pietro la terra suddetta, ma eziandio Colonna e Zagarolo, che erano di suo diritto: il che ci fa intendere che non cominciava allora la nobiltà di quella casa, ed esserle venuto il cognome dal dominio della terra di Colonna, che fu poi loro restituita. Poco potè godere del suo nuovo regno di Gerusalemme, e delle nuove conquiste da lui fatte, l'inclito e piissimo re Gotifredo di Buglione. Caduto egli infermo nell'anno presente, passò a miglior vita nel dì 18 di luglio, lasciando dopo di sè una memoria piena di benedizioni [Guillelmus Tyr. Abbas Urspergensis. Fulcherius Carnotens. Bernardus Thesaur. et alii.]. Accorso a Gerusalemme Baldovino suo fratello, fu con universale consentimento eletto re, ed anche solennemente coronato nel dì del santo Natale: funzione da cui s'era astenuto il buon re Gotifredo. Landolfo juniore [Landulfus de S. Paulo, Histor. Mediolan., tom. 5 Rer. Ital.], storico milanese, scrive che Anselmo IV arcivescovo di Milano predicò la crociata per la Lombardia, facendo cantare una canzone che cominciava Ultreja, forse franzese, e probabilmente significante Oltre già sono iti i Franchi, ec. Unì egli con ciò una grossa armata di Lombardi; e dopo aver creato e lasciato suo vicario in Milano Crisolao (appellato volgarmente Grossolano), che poco prima era stato eletto e consecrato vescovo di Savona, alla testa di quell'esercito s'inviò alla volta di Costantinopoli [Orderic. Vitalis. Radulfus Cadomens.]. Seco andarono il vescovo di Pavia e Alberto da Biandrate potentissimo Lombardo. Non per mare da Genova passò questa gente, come si pensò Tristano Calco [Tristan. Calchus, Hist. Med.], ma bensì per terra, attestandolo l'Abbate Urspergense [Abbas Urspergensis, in Chron.] e l'Annalista Sassone [Annalista Saxo.] con dire sotto quest'anno: Ex Langobardis cum Mediolanensi et Papiensi Episcopis quinquaginta millia ad Hierosolymitanam profectionem signati, in Bulgariae civitatibus hyemaverunt. Rapporta il padre Bacchini [Bacchini, Ist. di Poliron. App., pag. 46.] un'insigne donazione fatta in quest'anno dalla contessa Matilda, mentre era in Guastalla, al monistero di san Benedetto di Gonzaga, e scritta anno ab Incarnatione Domini millesimo centesimo, Indictione decima, kalendis junii. Ma non può convenire a quest'anno l'indizione X, e dal Fiorentini [Fiorentini, Memorie di Matilda, lib. 2.] sappiamo che la contessa dimorava in Toscana nel dì 7 di giugno dell'anno presente. Dimorava anche in Firenze in palatio domus (cioè del duomo) sancti Johannis, dove tenne un placito nel dì 2 di marzo, da me dato alla luce. Però sembra verisimile che quel documento appartenga all'anno 1102, in cui veramente Matilda si trovò in Lombardia. Secondochè scrive Romoaldo Salernitano [Romualdus Salernit., tom. 7 Rer. Italic.], in quest'anno Ruggieri duca di Puglia assediò e prese la città di Canosa, ch'egli durante l'assedio avea fatto cignere tutta all'intorno con delle reti. Boamondo principe d'Antiochia suo fratello restò nel presente anno prigione dei Turchi: il che riuscì di grave danno agl'interessi del cristianesimo in Oriente.
MCI
| Anno di | Cristo MCI. Indizione IX. |
| Pasquale II papa 3. | |
| Arrigo IV re 46, imper. 18. |
Funestato fu l'anno presente dalla morte di due illustri principi nello stesso mese di luglio. L'uno fu Corrado re di Italia, figliuolo di Arrigo IV, e l'altro Ruggieri conte di Sicilia. Quanto a Corrado, non si sazia l'Abbate Urspergense [Abbas Ursperg., in Chron. Annalista Saxo.] con altri storici di esaltare le di lui virtù. Niuno gli andava avanti nella pietà, nella mansuetudine, nella continenza, di maniera che pareva un angelo in carne. Eppure questo buon principe provò anch'egli poco buona fortuna presso la contessa Matilda, donna che in questi tempi senza titolo regale faceva volentieri da regina in Italia. Che disgusti ella desse all'ottimo giovane Corrado, non si sa; ma gliene diede. Dappoichè Arrigo suo padre non ebbe più forze in Italia, neppur ella ebbe più bisogno di Corrado. E non seppe tacer Donizone che è pure il panegirista della contessa, questa verità, scrivendo [Donizo, in Vit. Mathild., lib. 2, cap. 13.]:
Infra Conradus longobardos comitatus
Dum staret, discors a Mathildi fuit ipso
Tempore. Duravit modicum discordia talis.
Nam petiit partes tuscanas rex. Ibi tamdem
Nobilibus quidam facientibus expulit iram.