℞. Polvere di garofoli, cannella, noci moscate ana mez. onc., storace, bengioino ana dram. 2, maggiorana, menta, salvia, ana dram. 1. Si pongano in acqua rosa, ove prima sia dissoluta gomma dragante. Se vorrai, potrai aggiungervi alquanto di muschio o di zibetto, e con questo formerai un pomo da portare in mano per odorarlo.

Avverto però qui, che per parere dei più accreditati medici servono poco, e fors’anche potrebbono nuocere in tempi di peste gli odori del muschio, dello zibetto ed altri simili di qualità, per così dire, dilatante, lussuriosa e offensiva del capo, siccome troppo sottili e calidi. L’ambra grisa dovrebbe entrare in questa classe; ma veggo molti commendarne l’uso in varie guise ne’ tempi di peste, e però non mi arrischio a condannare i pomi appellati d’ambra. All’incontro sono di un mirabil aiuto gli altri odori, per dir così, restringenti, freddi e confortativi che andrò accennando. Assaissimo in primo luogo è da stimarsi la canfora, usandola allora o per l’odore portandone in una palla bucata, o nei medicamenti. Alcuni se ne fidano più che dell’aceto. Io non direi tanto, perchè l’aceto è il re degli odori preservativi in tempo di contagio; ma dirò bene che la canfora anch’essa vien concordemente da tutti i migliori autori commendata assaissimo, siccome uno dei più potenti preservativi; e perciò si troverà qui consigliata in molte altre guise, ma coi riguardi che dirò a suo luogo. La comunità di Ferrara fa manipolar certe palle odorose di mistura particolare che son credute molto giovevoli. Ma io son d’avviso che ogni palla, purchè di gagliardo e sano odore, possa produrre il medesimo effetto; perciocchè inclino a credere che non dal semplice contatto delle robe, per chi è sano di cute, ma dal respiro del fiato per cui s’introducono i corpicciuoli pestilenziali nel corpo, soglia sempre, o per lo più venire la comunicazion della peste, e però qualunque odor grave e vigoroso che si adoperi, sia bastevole a tener lontani o a correggere gli effluvj pestilenziali.

Vogliono altri che mirabilmente serva da odorare, da tener in mano, e da ungere le narici quest’altra composizione.

Palla odorifera oliata.

℞. Olio di carabe fatto per distillazione parti due, olio di noce moscata fatto per espressione parte una, cera bianca tanta che possa tenere in corpo questi olj. Poi liquefà la cera, scalda gli olj, il tutto separatamente. Mescola dipoi insieme, lascia raffreddare, e formane palla, che o porterai in mano, o terrai chiusa in un vasetto per andarla odorando.

Altri pomi o palle preservative dalla peste, da portarsi in mano per odorarle spesso, ed anche in seno, si possono formare delle seguenti cose o di parte d’esse ben polverizzate e passate per setaccio, e impastate con gomma arabica, o dragante con olio di spica, o con acqua rosa, o altro liquore; Rose rosse, sandali bianchi e rossi, legno aloè, cinnamomo, macis, canfora, noce moscata, seme e scorze di cedro, storace, calaminta, ladano, fiori di nenufari, spodio, basilico, maggiorana, cubebe, carabe, mastice, calamo aromatico, mirra, bengioino, radici di valeriana, di tormentilla, dittamo, foglie di ruta, trementina bislavata, ecc.

Per tutte le persone e per tutti i tempi servirà l’avere una palla rotonda o come ovata, da tenersi comodamente in mano, fatta d’argento o d’avorio o di stagno o di cipresso, lauro, ginepro o d’altro legno, se si può odoroso, vota di dentro e perforata nella parte di sopra, che possa aprirsi e serrarsi, entro cui si mette ordinariamente un pezzetto di spugna nuova inzuppata in acqua rosa, malvagía, e buon aceto rosato o violato, o di ruta. Una tal palla è utile a tutti, e sbattendola alle volte sopra la palma delle mani, si possono bagnare i polsi. Altri vi aggiungono alcune delle polveri odorifere dette di sopra; o aggiustano l’aceto con ruta ed angelica, aggiungendovi tre grani di canfora; o pure pigliando la ruta fresca e agitandola con aceto, mentre si pesta nel mortajo, la pongono entro la palla. Chi non avesse palla, potrà tenere composizioni odorose fasciate dentro zendado, o tela di lino rara. E chi non potesse far altro, porti seco mazzetti di fiori ed erbe odorifere, come ruta, melissa, maggiorana, menta, salvia, absintio, origano, rosmarino, fiori d’arancio, di cedro, ninfea, basilico, timo, appio, aneto, foglie di alloro, cipresso, aranci, limoni, cotogni, ecc. Di queste cose ancora gioverà il tenerne nelle stanze. Benchè l’aceto rosato, o di ruta, sia di miglior perfezione e maggiore efficacia, tuttavia il semplice aceto, purchè fatto di vin generoso, è bastevole preservativo; e i poveri non cerchino altro, nè credano che le composizioni sieno sempre più utili perchè composte di più ingredienti. Angelo Sala prescrive con assaissime robe la ricetta per comporre un aceto bezoartico, tenuto da lui per mirabile in resistere all’infezione, con andarlo odorando. Insegna ancora un balsamo bezoartico, a cui attribuisce la medesima efficacia, coll’ungerne di quando in quando le nari, le tempia e i polsi. Io lasciando tali composizioni inventate per gli ricchi, riferirò solamente la ricetta prescritta da lui di un

Aceto preservativo per gli poveri.

℞. Grani di ginepro freschi, absintio, ruta secca ana once 4. Incenso, mirra, ana once 2. Si taglino i grani di ginepro coll’erbe minutamente, e grossamente si polverizzi il resto. S’infonda tutto in due misure d’ottimo aceto, entro d’un vaso ben serrato con sughero. Si ponga in luogo caldo, o in un cantone presso il fuoco, di modo che tal materia stia calda per due o tre giorni. Poi si sprema e si conservi per valersene ad odorarla.

Per tutti poi potrà servire quest’altra facile composizione.