Ovvero ℞. Tuorlo d’uovo e sale prima seccato, poi polverizzato sottilmente come fior di farina. Aggiungi caligine, butirro e carbone pesto ben bene, di quel che è bruciato sul focolare. Unisci tutto con diligenza, e formane empiastro. In vece di sale comune è meglio un oncia di sale ammoniaco.
O pure Empiastro di butirro mischiato con olio rosato. O empiastro fatto di cipolle di gigli bianchi cotte sotto le ceneri e pestate, o sole, o insieme con butirro o con olio rosato.
Dicono che questi tre empiastri tra i facili e di poca spesa sono i principali che vengano lodati per maturare e far separare i carboni. Nel primo si può mettere mitridato di Diamocrate in vece di triaca; ma comunque si faccia, il tengono per molto utile al suddetto oggetto. Altri adoperano butirro solo lavato, quando loro manchi tutt’altro. Altri mischiano insieme rosso d’uovo, zucchero bianco ben polverizzato e zafferano. Altri foglie di lapazio, che rumice suol chiamarsi, foglie di piantaggine, butirro, o sugna di porco senza sale, pestando tutto insieme. Dicono che sia potente empiastro il prendere radici d’altea, che è malvavischio, cotte nell’acqua, e poi ben peste, e mescolate con alquanto d’olio di lauro e con rosso d’uovo. Il Rondinelli scrive che in Firenze per i carboni grandi si trovò cosa ottima l’applicar loro l’empiastro di cinque farine, che manteneva il calore, e li separava. Ai mezzani si applicava un poco di capitello per poter arrivare più alle radici, e così si fermavano. Ai piccioli si adoperava unguento egiziaco. Nè si trovò mai che chi aveva i carboni non avesse anche i buboni. Se crediamo a Giovanni Tragaulzio, l’erba consolida maggiore, pestata fra due pietre, sana egregiamente i carbonchi, e in termine di 24 ore. Io per me non crederei tanto senza vederne più d’una prova. Anche il Bauderon attribuisce il medesimo valore alla scabbiosa verde, pestata in mortaio di pietra; ed altri scrivono che la carne di bue diligentemente pestata e posta sopra i carboni, in tre giorni li stacca. Paracelso, il Sennerto, ed alcuni spargirici lodano il premere la circonferenza del carbone, subito ch’esso è nato, con un zaffiro o giacinto, girandolo intorno per un quarto d’ora, tanto che il cerchio sulla carne apparisca livido. Scrivono che questo accelera la separazione del carbone, e che la stessa gemma zaffiro è anche buona da impedire il nascere ai carboni, e che in oltre posta sopra i medesimi li estingue. Il rapporto io, non perchè mi senta disposto a crederlo buonamente, ma per dire agli altri che non se ne fidino nè pur essi senza averne veduto de’ legittimi sperimenti.
Altri prendono fichi secchi, sugna di porco maschio e sterco di colombo, il qual empiastro conviene a maturare ogni altro tumore. O pure mele crudo con fior di farina di frumento, dicendo essere empiastro ottimo per far maturare. Anche le foglie di cavolo crude pestate con sale, e ridotte in empiastro; e parimente il rafano preparato nella stessa maniera, possono servire alla suppurazione de’ carboni. Lodano alcuni come empiastri molto efficaci i due seguenti, e il secondo specialmente dicono che quasi violenta i carboni a cedere.
Suppuranti per maturar carboni.
Togli farina di frumento onc. 1; un rosso di uovo; sterco rosso di gallina, sterco bianco di colombo, seme di eruca, o sia rucula, ana mez. dram.; sale polverizzato sottilissimamente dram. 1; mele tanto che basti per far buona composizione. Tutte le cose sieno ben macinate, e miste insieme.
O pure ℞. Un pomo granato garbo, cioè di mezzo sapore, e tagliatolo in pezzi minuti, fallo cuocer benissimo in aceto; dipoi ben pestato fanne empiastro, accomodandolo al carbone con pezza bianca, sopra bagnata nello stesso aceto della decozione; e tienlo così senza muoverlo, attendendo a bagnarlo coll’aceto sopra la pezza. Va messo grosso questo empiastro, e tenuto caldetto.
Altri consigliano per la gente povera il prendere trementina lavata in acqua di scordio, e mele rosato mezz’oncia per sorta, e farne empiastro. Se gli può aggiungere pece liquida, con un poco di sapone spagnuolo, per renderlo più efficace. E a proposito della pece, in Olanda i poveri in tempo di peste prendono pece navale liquefatta, e mischiando seco altrettanta quantità di pece liquida, ne formano empiastro, attestando il Diemerbrochio d’aver osservato moltissime volte i carboni egregiamente separati con questo solo rimedio. Viene stimato e consigliato assaissimo l’empiastro di diachilon con gomma, o il basilicon, o l’empiastro formato di galbano, oxicroceo e diachilon mischiati insieme. Aggiungerò ora altri empiastri creduti anch’essi molto utili. Il Pareo scrive d’essersi spesse volte servito con felicità del primo d’essi.
Empiastro suppurante per i carboni.
℞. Caligine di cammino onc. 4; sale comune onc. 2. Si riducano in polvere sottile, e aggiunti due rossi d’uovo, si sbattano finchè prendano consistenza, e si mettano tepidi sopra i carboncelli.