[77]. Bon. Pistofilo, Vita di Alfonso I, cap. XXXIX.

[78]. Idem, ivi, cap. XL.

[79]. Questa pittura doveva rappresentare il trionfo di Bacco nell'India, poi sembra che per essere stato un egual soggetto trattato da altri, si volesse mutare.

[80]. Nel maggior travaglio della duchessa venne incaricato un tal Colle alias Libo d'implorare l'aiuto di Dio con una speciale pregaria, che incomincia: Oh! creante, e increato; ed egli riferendo di averlo fatto prosteso nella sua solitaria camera con fervore e lagrime infinite, soggiunge che all'ultima sillaba dell'orazione «fu rapito nel più alto cielo, dove fra le divine e maravigliose cose vide una cattedra tanto ricca e tanto bella, che lo admirabile suo lavoro cosa impossibile narrar sarebbe, sopra la quale era questo motto: locus Lucretiae»! (Arch. di Stato in Modena).

[81]. Bon. Pistofilo, Vita di Alfonso I, cap. V.

[82]. Frizzi, Storia di Ferrara, ediz. cit. T. IV, pag. 263.

[83]. Gregorovius, Lucrezia Borgia, secondo documenti e carteggi del tempo. Traduzione dal tedesco di Raffaele Mariano. Firenze, Le Monnier, 1874, pag. 291, 314-319.

[84]. Bon. Pistofilo, Vita di Alfonso I, cap. XLVIII.

[85]. Antichità Estensi, tomo II, pag. 323. Il Muratori espone che si vergognerebbe di riferir cosa cotanto ripugnante al decoro di papa Leone, e di cui l'animo grande di papa Giulio non sarebbe stato capace, se il famoso storico Francesco Guicciardini non avesse levato il velo a tentativo sì enorme. Ma il Guicciardini dice che si cercò solo di avere a tradimento la porta di castel Tedaldo in Ferrara (come Giulio II, stando in Bologna, tramò pure di averla), non di far assassinare il duca. Vedi Storia d'Italia, libro XIII, in fine: e ciò sta in relazione all'ultima parte del processo contro il Gambara.

[86]. Ariosto, Satira II, v. 102.