[97]. March. Giuseppe Campori, Notizie inedite di Raffaello d'Urbino negli Atti e Memorie di storia patria. Modena, 1863, Tom. I, pag. 130: e vi è pure per la prima volta stampata la suddetta lettera del Paolucci.
[98]. Ariosto, Opere minori, Tom. II, pag. 352.
[99]. Baruffaldi, Vita di Lod. Ariosto, pag. 283 e 284.
[100]. Guido Panciroli, Storia della città di Reggio, trad. di Prospero Viani. Reggio, 1846, lib. VII.
[101]. E qui pure sarebbe a dire che l'Ariosto poteva in una successiva rivoltura di cose correr pericolo di veder su lui rinnovata la minaccia fatta al commissario fiorentino, e andar sommerso nell'acque della Turrita e del Serchio, a somiglianza di quanto fu detto per l'incarico avuto presso Giulio II.
[102]. Anselmo Micotti, Descrizione cronologica di Garfagnana, ms. presso la Biblioteca Estense di Modena.
[103]. Di queste tasse e diritti di somministrazioni di fieno e paglia per mantenimento di cavalli od altro parlano gli Statuti delle Vicarie di Garfagnana posseduti nella Biblioteca Estense di Modena; ed un prospetto levato dagli Statuti di Camporgiano fu pure presentato dal compianto prof. cav. Olinto Dini alla Deputazione di storia patria di cui faceva parte (v. Atti e Memorie della Deputazione suddetta. Modena, 1864, Tom. II, pag. VI). Il celebre Fulvio Testi, che nel 1640 andò governatore di Garfagnana, ha nelle sue Lettere: «chi si diletta d'aver nette le manine caverà 1300 in 1600 scudi l'anno, computandovi il certo e l'incerto: chi ha la coscienza più larga si provecchierà 2500 e fors'anche 3000 scudi».
[104]. Girolamo Garofolo, Vita di Lodovico Ariosto, che sta in fronte all'Orlando furioso dell'edizione di Venezia, 1584, colle figure in rame del Porro.
[105]. Ariosto, Opere minori, Tom. I, pag. 218 a 220, ove l'Ariosto descrive senza meno il primo viaggio che fece andando al governo di Garfagnana e non un viaggio posteriore, qualunque sia il tempo in cui abbia dettata la sua Elegia: chè qui la passione è propria del primo e più forte distacco dalla donna amata, qui scorgesi il pentimento di aver allora accettato quell'officio, e qui il poeta vien quasi a dirci che non aveva altra volta veduta la sua residenza di Castelnovo, figurandosela col pensiero in relazione alla scena che gli stava dintorno:
«Deh! chi spero io che per sì iniqua strada,