[170]. Principale favorito e cameriere del Papa, che dopo la morte di lui fu messo in prigione per sospetto non si fosse appropriato certe preziose masserizie del medesimo. Fu poi assoluto. Vedansi in proposito le Lettere di Principi (G. C.).
[171]. Che parrebbe titolo di fondo morale; se pure non è da leggere Uno arboro de mele. — Il Fanfulla ha «uno arboro de mati» (cuccagna?).
[172]. Cioè montare a cavalluccio d'un palafreniere. Così diciamo: Dare un cavallo, a chi fa spropositi da essere frustato, posto a cavalluccio d'un altro.
[173]. Il celebre Pietro Bembo segretario del Papa, e poi Cardinale (G. C.).
[174]. Lodovico Canossa vescovo di Bayeux (G. C.).
[175]. Dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, favoritami in copia dal degn. sig. Bibl. cav. Antonio Ceruti. È una lettera «della gioventù del nostro grande poeta, che fu tutta latina», come giustamente osserva il ch. Carducci; e in essa tanto per fatto dell'Ariosto che delle lezioni date dall'Aquila si avvalorano i buoni risultati del risorgimento degli studi classici in Ferrara (V. Poesie latine di Lod. Ariosto, studi e ricerche di G. Carducci, Bologna, 1876, 2ª edizione).
[176]. Di Marsilio Ficino erano già a stampa: Theologia Platonica (Florentiae, 1482); Platonis, Opera latine interpr. (Venetiis, 1491); Commentaria in Platonis Parmenidem, Sophistam, Timaeum etc. (Florentiae, 1496).
[177]. L'Ariosto fu amico e condiscepolo di Alberto Pio principe di Carpi, e a lui intitolò alcuni de' suoi carmi.
[178]. Dell'ebreo da Riva, che teneva banco di prestiti in Ferrara, è fatto cenno dall'Ariosto anche nella commedia La Lena, atto 3º, sc. 6ª.
[179]. A scemar le usure il Duca aprì in Ferrara il 3 gennaio 1508 un Monte di pietà. In Modena e Reggio eravi fino dal 1494.