[210]. Molti suoi amici avevano conseguito impieghi onorifici e lucrativi, o erano in procinto di diventar cardinali: il papa alla prima creazione ne fece trentuno; onde l'Ariosto disse alla Satira VI: «.... vidi A tanti amici miei rosse le spoglie.»

[211]. Paride Grassi maestro delle cerimonie sotto Giulio II, promosso da Leone X a prelato di palazzo.

[212]. Bernardo Dovizi da Bibbiena segretario particolare del Medici, creato poscia cardinale datario. Era anch'esso amico dell'Ariosto, che nella Satira IV lo chiama il suo Bibbiena.

[213]. Dall'Archivio de' Frari in Venezia: Notatorio, Collegio I, anni 1515-1520, a carte 23. Questa domanda di privilegio e quella che si legge più avanti sotto il 7 gennaio 1528 vennero pubblicate per la prima volta nella mia seconda edizione delle Lettere dell'Ariosto, Bologna 1866, sopra una copia favoritami da Mons. Giuseppe Antonelli. Ricomparvero, credute ancora inedite, nel Buonarroti (Quad. VI, giugno 1868) a cura del signor Andrea Tessier, il quale avendo dato il testo conforme all'originale lo riproduco anch'io egualmente.

[214]. L'Orlando Furioso dell'Ariosto uscì la prima volta in Ferrara per maestro Giovanni Mazzocco dal Bondeno, adì 22 aprile 1516, e la seconda volta da lui corretto e quasi tutto formato di nuovo e ampliato pure in Ferrara per Gio. Battista dalla Pigna milanese, adì 13 febbraio 1521, in forma di 4º.

[215]. Sì di questo che di altri privilegi accordati all'Ariosto per la stampa del suo poema, veggansi le due ricordate edizioni 1516 e 1521, ove però il privilegio veneto manca della data de' 25 ottobre 1515.

[216]. Lorenzo de' Medici, il giovine.

[217]. Maddalena de la Tour d'Auvergne.

[218]. Il card. de' Rossi era figliuolo di una sorella naturale di Lorenzo de' Medici detto il Magnifico.

[219]. Contarina Farnese. Di boria nobilesca, fu esigente col marito che la compiaceva soverchiamente nelle spese di lusso, sì che meritò le censure del nostro poeta. Satira III, v. 138.