[250]. Commissario lucchese.

[251]. Il medico Gio. Pietro Attolini coi fratelli surricordati furono alla testa della congiura che nel 1521 levò la Garfagnana dalla dipendenza de' fiorentini per ridarla al duca di Ferrara: circostanza che dev'essere stata principale movente ad ottener privilegi. Veggasi anche la Prefazione al presente volume.

[252]. Capitano di Barga.

[253]. Veggasi anche la Lettera [LXXXIV] diretta agli Anziani di Lucca.

[254]. Mesino dal Forno, valoroso condottiero di una compagnia di cavalleggeri nella guerra coi Veneziani, ebbe nel 1521 il Capitanato delle fanterie di Alfonso I per ricuperare il Finale. Ma all'epoca di questa Lettera congiurava col di lui fratello Girolamo contro il duca, e n'ebbe per un tempo l'esilio.

[255]. Perciò disse alla Satira V, v. 145-147.

O siami in rôcca, o voglia all'aria uscire,

Accuse e liti sempre e gridi ascolto,

Furti, omicidi, odii, vendette ed ire.

[256]. Riportata fra le Gride in fine di questo volume, [n. III].