[303]. More veneto, corrispondente al 7 genn. 1528. L'Ariosto avendo tardato sino al 1532 a far uso di questo rinnovato privilegio veneto approvato dal Consiglio di Pregadi, il Furioso seguitò a ristamparsi senza utilità dell'autore, che morì il 6 giugno 1533.

[304]. Veggasi la Satira VII dell'Ariosto diretta al Bembo ove con più efficacia raccomanda il figlio Virginio.

[305]. Dall'Archivio di Stato in Milano. Favoritami dal chiarissimo signor soprintendente comm. Cesare Cantù.

[306]. Oratore Estense presso il duca di Milano.

[307]. Riportata in fine del volume fra i [Privilegi per la stampa] dell'Orlando furioso.

[308]. Conte Massimiliano Stampa.

[309]. Lettera di qualche importanza per l'intenzione manifestata dall'Ariosto di dare alle stampe altre sue cose oltre il poema che venne in luce nell'ottobre di quest'anno con l'aggiunta di sei canti; benchè la morte che il sorprese l'anno seguente non gli lasciasse tempo neppure di dar principio all'effettuazione di questi suoi pensieri. (G. Campori).

[310]. Quartesana e Recana, due villaggi del Ferrarese, dove la casa Strozzi aveva molti poderi. (Barotti).

[311]. Alessandra Strozzi vedova Benucci sposata dall'Ariosto secretamente per non perdere i suoi benefici ecclesiastici. Veggansi in fine del volume sette Lettere scritte o dettate quasi sempre dall'Ariosto a nome di Alessandra.

[312]. Il segretario e biografo del duca Alfonso, Bonaventura Pistofilo, più volte ricordato.