[313]. Letterato e dotto in molte discipline, segretario del marchese di Mantova, nominato al canto XLII del Furioso (G. C.).
[314]. Camorra, per Camurra alla sanese, o Gamurra alla fiorentina. Veste di panno da donna. (Barotti).
[315]. Dell'ediz. di Ferrara per Francesco Rosso da Valenza, colla data del primo ottobre 1532, in-4.
[316]. Dall'Arch. Gonzaga in Mantova, e pubblicata la prima volta dal signor Aless. Luzio nel Gior. Storico della letter. ital., anno I, 1883, vol. II, p. 167.
[317]. Detta poi La Scolastica da Galasso e Virginio Ariosto che la terminarono.
[318]. Questa minuta di Lett. manca della data e della firma. L'ho giudicata dei primi di maggio 1510, quando l'Ariosto fu spedito in Roma a cercar favore e discolpe al card. Ippolito, accusato di essersi intruso nell'Abbazia di Nonantola dopo la morte del cardinale Cesarini, e di aver forzato quei monaci ad eleggerlo Abbate; di che il papa sdegnato minacciava fargli contro un processo.
[319]. L'Ariosto ebbe tre benefici eccles. dal card. Ippolito, ma essendosi rifiutato di seguirlo in Ungheria ne perdè la grazia, e dovette rinunciarne due nel 1517. Forse per queste recenti Lettere a favore di Lodovico, e perchè dato in società di un Costabili, venne per convenienza conservato nel beneficio di Milano, che fruttavagli «il terzo Di quel che al notar vien d'ogni negozio.» Sat. II.
[320]. Ricordate più volte nelle Lettere [LIV], [LXXII] e [LXXXI] ecc.
[321]. Il duca approvava questa grida dirigendo all'Ariosto la Lettera che qui si riporta, poichè le nuove proposte di compensi per cattura e giudicatura de' banditi vengono a formarne il complemento. Segue indi l'autenticazione notarile che l'Ariosto fece farvi.
«M. Lud. Noi avemo avuto la lettera vostra dì 27 del passato, per la quale avemo inteso come in esecuzione di quel che vi avemo commisso, avete fatto ardere la casa di quel Genese che occise a' dì passati il conte Giovanni da S. Donnino, di che vi commendiamo, e per questa nostra approviamo e confirmiamo la grida che avete fatto publicare contra quelli che dànno ricetto a' banditi, e vi diamo piena libertà che procediate alla esecuzione contra qualunque contraffacesse, secondo la comminatoria apposta in detta grida, come parrà a voi; alla prudenza e discrezione del quale ci riportiamo.