[329]. Ad eccezione della Lett. IV, vennero tutte scritte o dettate dall'Ariosto a nome ed anche sotto il titolo di cancelliere della Strozzi la quale più tardi divenne sua secreta moglie.

[330]. Guido Strozzi, figlio di quel Tito e fratello di quell'Ercole de' quali abbiamo, dalle stampe d'Aldo e del Colineo, un lodato volume di latine poesie (Barotti).

[331]. Lorenzo Strozzi fratello di Guido.

[332]. Lo stesso Lodovico Ariosto, il quale era stato poco tempo prima a Venezia col duca Alfonso, come si vedrà nella Lettera seguente.

[333]. Intendasi sempre lo stesso Lodovico Ariosto.

[334]. L'autografo fa parte della ricca collezione storica ferrarese del fu mons. can. Giuseppe Antonelli da cui l'ebbi da pubblicare per la prima volta. Ora la detta collezione venne acquistata a lodevole corredo della Biblioteca Comunale di Ferrara.

[335]. Questa Lettera, è tutta di pugno e locuzione di Alessandra Strozzi, e per essa si accrescono i dettagli di un fatto importante ricordato dal Baruffaldi nella Vita di Lodovico Ariosto, Ferrara, 1807, pag. 210.

[336]. Cioè: per amore dell'Ariosto.

[337]. Pistofilo.

[338]. Sedicesima parte di un'oncia.