Agli Otto di Pratica di Firenze

Magnifici ed eccelsi Signori miei osservandissimi. Non sono ancora due anni ch'un ribaldo detto Giovanni di Pier Madalena, d'una terra di questa ducale provincia detta San Donnino, fece ammazzare il conte Giovanni suo signore e di quel luogo, il quale era da lui riconosciuto in feudo dall'illustrissimo Duca mio; ma la cosa non si è scoperta fin al presente, ch'esso di nuovo accompagnato da alcuni ribaldi ha morto un giovenetto e la madre insieme, figliuolo e moglie del detto conte Giovanni, e totalmente ha estinto quella progenie; e appresso ha saccheggiato la casa, e statovi dentro molti giorni, ed esibitosi come erede: poi finalmente avendomi il mio Ill.mo Signore mandato il braccio di parecchi fanti da poter castigare lui e gli altri delinquenti, si è levato e, secondo che mi è riferito, si è ridotto ad Ugliano giurisdizione di Fivizzano, dominio di Vostre Signorie: e perchè le convenzioni tra il mio Ill.mo Signore e Vostre Signorie sono, che li banditi de l'uno non possano stare nel dominio de l'altro; prego quelle che sieno contente di commettere al suo magnifico commissario di Fivizzano che faccia pigliare questo ribaldo, e preso che sia, avvisarmi, ch'io lo manderò a tôrre, o che per qualche altro modo operi ch'io l'abbia ne le mani, acciò che tanto e sì enorme delitto non resti impunito; ch'io similmente ad ogni requisizione sua e d'ogn'altro officiale di Vostre Signorie serò pronto a far il medesimo e cosa di maggior importanza di questa, quando me ne sia solamente accennato. E in buona grazia di Vostre Signorie mi raccomando sempre.

Castelnovi, 24 septembris 1523.

CV

Agli Anziani della Repubblica di Lucca

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi.

Maestro Giovanni Battista de' Rossi, abitatore a Sillano, mi ha pregato ch'io lo ricomandi a V. S., che, come quelle ponno sapere, ha costì avuto dal potestate una sentenza in suo favore, ma pare che la esecuzione di quella non possa fare venire a capo circa alle spese della lite; e perchè, dove mi è occorso poterlo fare con giustizia, sono stato sempre favorevole alli sudditi di V. S., per quello tanto più arditamente domando il cambio da quelle: e così le prego, prima per la giustizia, la quale per sè debbe essere anteposta a tutti li altri rispetti, e poi per amor mio, per inanimarmi a proseguire di bene in meglio in fare piacere alti sudditi di V. S., che mi occorreno, che siano contente di non patire che più lungamente questo uomo si consumi su l'ostaria, ma farli dare quella più presta espedizione merita la ragione che ha dal canto suo. E a V. S. in maggiore cosa di quella mi offero paratissimo: in buona grazia delle quali mi raccomando. Castelnovi, primo octobris 1523.

CVI

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. L'esibitore di questa è uno nostro da Vergemoli, al quale fu consegnato per dote un poco di selva su quello di Castiglione, e già 4 o 5 anni l'ha côlta: ora li è proibita dal magnifico vicario di V. S., sì come a forestiero, perchè forsi non vuole che il frutto vada fuori del dominio di quelle. Ora avendo io compassione al povero uomo, e parendomi che li sudditi del mio illustrissimo signore siano anco di V. S., e che hinc pro inde debbino indifferentemente essere trattati, lo raccomando a quelle, che sieno contente di non lo lasciare molestare; perchè anch'io sono per fare il medesimo alli sudditi di quelle, che so che hanno e selve e altre intrate da ricogliere in questa ducale provincia: e in buona grazia di V. S. mi raccomando.