Sempre[282] spronando forte il suo destrero,

Tanto che esistimò che salva fusse,

Nè più di essere offesa ebbe pensero;

E in ripa a un fiume appunto la ridusse,

Ove era naturale un bel verzero

Di mille frutti et erbe delicate,

Vaghe di sua verdura, e di odor grate.[283]

XVI.

Ivi slegolla, e gli occhi le disciolse,

E in terra dall'arcion repose quella,