ove alla stanza IV. l'Ariosto canta così:

Ginevra mia, dolce mio ben, che sola,

Ove io sia, in poggio o 'n riva,

Mi stai nel core, oggi ha la quarta estate,

Poi che, ballando al crotalo e alla piva,

Vincesti il speglio alle nozze d'Iola,

Di che l'Alba ne pianse più fiate:

Tu fanciulletta allora

Eri, ed io tal che ancora

Non sapea quasi gire alla cittate.