E convien che cum senno e ben si scherma

Che troppo acerbo il sarracin lo assalta;

Ma Dudon nel costato allor gli afferma

La mazza, nè levolla allor troppo alta;

E di dolor, tanto la mazza il tocca,

Gettò il pagan la lingua fuor di bocca.

LXXIII.

Ma subito il gigante in se rivenne,

E nell'elmo a Dudon gran colpo tira:

Quasi cade il baron, pur si ritenne,