Che tanto il tuo fratello ora ti agrava,

Che dar gli cerchi l'ultimo martiro;

Se ben son stravestito e non sto saldo,

Io però sono il tuo fratel Ranaldo.

LXXXV.

E verso lei alciata[135] la visera,

Fecela chiara di quel ch'era incerta;

Visto alla faccia che quello appunto era

Ranaldo, e che ne fu la dama certa,

Depone ogni furor, jubila e spera