Quando Ada, spinta da una curiosità invincibile, si recò a trovar Fosca, i suoi occhi si sbarrarono per veder bene, per veder tutto. Fosca abitava il palazzo Fássini, una casa tetra, che sapeva di vecchio; e ogni cosa sapeva di vecchio, dalla scalea di marmo con le balaustrate in ferro battuto, all'anticamera dal soffitto a cassettoni pallidamente dorati, ai mobili che avevan le spalliere rôse dai tarli e la stoffa serica sdrucita, agli specchi di grandezza mediocre la cui luce spenta pareva arrugginita dal tempo.
— Che trappola! — pensò Ada, mentre aspettava nel salotto penombroso. — Io non ci starei nemmeno dipinta.
E guardò Fosca, la quale entrava. Era vestita con un abito semplice di color rosa sbiadito, con la gonna corta; e del medesimo colore era il nastro con cui aveva leggiadramente raccolti i capelli in due bande; svelta, leggera, una fanciulla.
— Io me ne vado! — pensò Ada nuovamente, soffocata da quel senso di nobiltà schietta, che non sapeva definire e le pesava addosso.
Ma si trattenne, invece, per il garbo di Fosca, che le fece subito un'accoglienza molto gentile.
— Forse non ti piace la mia casa, — ella disse, indovinando l'angustia dell'altra. — È il vecchio palazzo Fássini, e Gino aveva qui tutte le memorie di sua famiglia. Era ipotecato, e per riscattarlo abbiamo condotto questi anni, sempre in campagna, una vita quasi di stenti. Ma ora siamo felici, perchè ci siam tornati e abbiamo ritrovato le cose vecchie, le buone cose che parlano al cuore.... Così, vedi, soltanto ora ci è stato possibile ricomperare cavalli e carrozze, e soltanto ora potrò andare a qualche ballo e a qualche teatro. Sono molto contenta. Ero contenta sempre, a dir vero, perchè Gino mi vuol molto bene, e abbiamo un bambino.
— Uno solo? — interruppe Ada. — Io ne ho avuti quattro, e tre son vivi.
— Uno solo, — ripetè Fosca.
— E ti sei acconciata a stentare in campagna? — soggiunse Ada. — Che idea!... Io ho sposato il mio Vittorio che è ricchissimo, e viviamo a modo suo. Egli mi ha detto fin dai primi giorni che bisogna mangiare, bere, divertirsi e ingrassare, e ho fatto del mio meglio.
Rise, con la gola ampia.