— Ah non ci son malinconie nè ipoteche in casa nostra! — riprese. — Buoni pranzi e buone bottiglie. Il cuoco è il personaggio principale, e abbiamo sempre amici, che chiacchierano e ridono. Verrai anche tu, spero, col conte? Mio marito se ti vedesse, direbbe che sei troppo magra....

— Ma io non devo piacere a tuo marito — osservò Fosca, tranquilla.

— Hai ragione! Del resto, hai conservato l'aspetto d'una signorina; sembra che tu abbia ancora diciannove anni. Non devi pesar più di cinquanta chili; io ne peso settantasei. Vittorio mi ha sottoposta a una cura di supernutrizione.

Rise di nuovo; ma sentì che Fosca era diventata fredda, e quantunque le sedesse al fianco sullo stesso divano, s'era come allontanata, guardandola con ingenuo stupore.

— Tuo marito non la pensa come il mio? — domandò Ada.

— Oh, no!

— È stato lui a foggiarti così fine, così delicata, così amica delle buone cose vecchie.

— Lo credo! — rispose Fosca con un sorriso aperto di compiacenza.

— Sei veramente una contessa, — osservò Ada — e stai bene in questo palazzo.

Fosca sorrise di nuovo senza rispondere.