Aurelio fece un sibilo tra i denti, per allegria e per disprezzo, e si mise a ridere.

Giorgina lo guardò attonita, non chiese perchè ridesse, e tornò nella sala da pranzo.

Osservò sulla tavola la cristalleria multicolore e scintillante, e il vasellame antico, prezioso, ch'ella non aveva mai visto.

— Sono compere nuove? — domandò al marito.

— No; li ho avuti dalla famiglia Badoèr, — rispose Aurelio, — in seguito a un affare disgraziato....

— .... per la famiglia Badoèr, — interruppe Giorgina, torcendo la bocca disdegnosa.

Ladislao sopravvenne in quel momento; al vederlo, la donna ebbe un sussulto, e una maschera d'angoscia le si stese sul volto; ma fu cosa rapidissima. Ladis era allegro e chiassoso; i molti fiori porpurei, distribuiti qua e là per la sala e sulla tavola, gli piacquero.

— Fior di passione! — disse ridendo a Giorgina e ad Aurelio. — Color di fiamma come la sottana della sposa.

Giorgina lo guardò negli occhi: non v'era ironia, non v'era cinismo, non v'era nulla.

Ladis aveva dimenticato il loro amore, con una semplicità, con una naturalezza, incredibili; fior di passione doveva essere per lui veramente il matrimonio rinverdito e ripreso di Giorgina e d'Aurelio.