Allora la donna si fece allegra ella pure, follemente, ferocemente allegra, ridendo di tutto; e dentro, a cuor morto, rideva di sè e della propria stupidaggine.

S'era vestita così per piacergli ancora; aveva pensato che la visione delle sue carni brune appena velate dalla camicetta, dovesse risvegliare in lui un brivido dell'antico desiderio selvaggio; e un solo sguardo sarebbe bastato a richiamarla, a farle abbandonare gli agi e la casa.

Egli non aveva veduto nulla. L'abbigliamento procace andava risvegliando invece la concupiscenza di suo marito, che le sarebbe balzato sopra, non appena l'amico si fosse accomiatato.

Il contrasto non poteva essere più comicamente malinconico.

Proprio quella stessa mattina, mentre faceva il bagno, la giovane aveva scoperto sotto la mammella sinistra una chiazza rotonda, l'ultimo bacio, il morso ancora dolente di Ladis, il suggello dell'amore finito.

Ella pensava a questo, guardando i bicchieri postile innanzi; e si fece versare dal servo una coppa di sciampagna, e bevve, e poi un'altra, e una terza, ridendo. Le frullava per la testa il capriccio, il bisogno, di stracciarsi il velo che le copriva il seno, e di mostrare il torso nudo, con quel vivido sigillo della sua passione, perchè Ladis lo riconoscesse, perchè Aurelio ne fosse sgomento.

Che smorfie avrebbero fatto i suoi uomini allo spettacolo imprevisto?

— Sciampagna! — ella ordinò di nuovo al servo.

— Giorgina! — mormorò Aurelio, in tono di velato rimprovero.

— Una baccante! — disse Ladis, ridendo. — Una baccante superba!