Aurelio la guardò con cupidigia; ma le parole di Ladis avevano avuto un effetto strano; il volto della giovane s'era sbiancato e la fronte s'era corrugata per qualche ricordo improvviso, che Ladis aveva sbadatamente evocato.
Giorgina si alzò: disse:
— Voi dovete parlar d'affari, credo. Io sono stanca: vado a riposare un poco.
Si volse a Ladis, il quale s'era alzato egli pure.
— La ringrazio, — soggiunse stendendogli la mano.
— Spero di rivederla, prima ch'io me ne vada, — rispose Ladis.
Giorgina lo guardò con un sorriso enigmatico; Ladis non aggiunse parola e s'inchinò stringendole la mano.
Seguì un istante di silenzio; Ladis riprese il suo posto, e Aurelio non appena la giovane ebbe varcato il limitare, disse contento:
— Che donnina! Bella, bella, bella!...
L'altro gli fissò in faccia gli occhi, nei quali luceva una acuta ironia. Il terribile uomo d'affari, Aurelio Sangiorgi il pirata, non sospettava pur lontanamente che Ladis conoscesse la donnina assai meglio di lui, e le dovesse una pagina della sua gagliarda vita di scapolo.