— Vieni; ti passo il braccio intorno al busto. Sei mia. Vola con me, piègati sul mio fianco, abbandònati alla mia stretta.

— Tutti ci guardano.

— Nessuno ci vede; la vertigine è troppo forte. Altri son passati prima di noi così avvinti, altri passano dopo di noi. Tutti ci guardano, nessuno ci vede....

— Non m'ingannare.

— Ti amo. Non ti piace così?

— Mi piace così. Fin quando?

— Per sempre, per sempre....

E di qui e di là, sul ginocchio destro e sul sinistro, tra quel sibilo di vento, tra le spirali del valzer.

La linea del mare verdastro di là dalla vetrata s'illuminava d'una luce di fuoco sotto gli strati delle nuvole scintillanti d'oro, e si faceva d'oro il rettangolo sul quale svolazzavano tante sottane e correvano tanti piccoli piedi ruotati.

Fu così, in un tramonto igneo, che apparve un giorno tra il pubblico tranquillo degli spettatori una giovane signora, o una signorina, e vi gettò uno sgomento indimenticabile. Chi era? Che cosa aveva di più o di meno, di meglio o di peggio che le altre?