Evidentemente, ella non aveva mai voluto, non aveva mai pensato altro. Gli serrò le mani con forza, quasi con violenza:

— Grazie! — esclamò. — Non le disturba? Può partire subito?... Estella è una bambina, tutti lo vedono; lei è un uomo maturo; nessuno potrà giudicar male....

Lo Sciara aveva trent'anni, tredici più di Estella; a lui, veramente, la differenza non sembrava così notevole da non sollevare mormorazioni per un viaggio in quella compagnia; ma forse era acciecato dalla vanità maschile, e non osò ribattere. Del resto, la signora aggiunse qualche cosa, che gli dispiacque meno dell'“uomo maturo„.

— Dopo tutto, — ella disse, — una fanciulla si può sempre affidare a un gentiluomo, qualunque sia la sua età.... Vogliamo combinare subito e vedere l'orario?

Tornarono nella camera dov'era Estella, la quale non s'era mossa dalla sua poltroncina, e con la testa reclinata sul petto meditava o piangeva in silenzio.

— Tu va a vestirti, subito, a preparar le tue robe, — disse la signora Anna.

La fanciulla uscì senza far motto; e appena ella fu scomparsa, la signora Anna, dimentica di guardare l'orario, cominciò a parlare di sua figlia Francesca e del matrimonio di lei, e di Brescia e di Milano, e delle speranze ch'ella aveva in una pronta guarigione.

— Permetta, — interruppe Tullio. — Io faccio una corsa a casa e allo studio, per avvertire gli impiegati della mia assenza; poi torno qui a prendere Estella.

— Vada, vada. Anch'io devo prepararmi a partire. Ah, come le sono grata! Ah, quanto le devo! Stasera sarò da Francesca, e potrò passare la notte al suo capezzale.... Io le devo forse la vita di mia figlia.

E in questo modo e per questa ragione, Tullio Sciara si mise in viaggio con Estella e si trovò a far da guardiano a una fanciulla di diciassette anni.