— Sì, — rispose Paolina, ondulando sui fianchi per darsi una nuova spinta. — Ci ho pensato stanotte, e l'ho invidiata, che vuoi? Abiti, automobili, divertimenti, e quel bel signore. Non fa male a nessuno, e può essere così amata, così felice!

— Così amata! — ripetè Lidia pensierosa.

Tutti correvano e di qui e di là, e sul ginocchio destro e sul sinistro, e di là e di qui, oscillando come per una composta ebbrezza, come piegandosi ad ascoltare or di qui or di là.... Ma gli occhi si volgevan di tanto in tanto all'entrata e si sforzavan di veder fuori, sul viale.

Virginia s'arrestò di repente e s'abbrancò alla sbarra.

— Che fai? — le domandarono Lidia e Paolina, le quali scivolavan dietro lei, e per quella brusca fermata avevan corso rischio di cadere.

— Mi è parso d'udir la tromba d'un'automobile.

Si fermarono anche le altre e ascoltarono ansiosamente, la bocca socchiusa, gli occhi rivolti all'ingresso.

— È qui! — disse giocondamente Lidia.

— Ora vediamo la gamba! — susurrò Paolo Sanna al dottor Lastrelli.

— Una soltanto? — domandò Giulio strabuzzando gli occhi.