— È matto? A che giuoco vuol giuocare?
— Un altro testimonio prezioso per Lei, — seguitò tranquillamente Stefano, — sarà Emilio Balanda. Povero Emilio! È un seccatore involontario: mi càpita sempre tra i piedi quando vorrei viaggiare in incognito; ma è discretissimo, e per farlo parlare, lei dovrà insistere molto. Alla fine parlerà, non dubiti. Gli dica che si tratta di salvare Elena; non so se abbia una grande simpatia per Elena; è possibile; ma quello che è certo, si è che la sua anima borghese e piccola dev'essere molto scandalizzata per la mia condotta. Alla cicala bisogna grattare il ventre per farla cantare, dicono; e lei gratti!...
Fece una pausa, si cercò in tasca, estrasse un astuccio:
— Permette? — chiese. — Io non posso stare un'ora senza fumare.
— Anzi, anzi! — disse Pietro Quadrelli, accendendo un fiammifero e offrendolo. — Allora, Emilio Balanda?...
— Emilio, — riprese il conte, dopo aver tratto dalla sigaretta una boccata di fumo, — Emilio ha avuto la fortuna di trovarmi a Milano, l'anno scorso, al Grand Hôtel. Ero al Grand Hôtel con una signora, la quale assomiglia un poco a Elena.... Non si spaventi per questa difficoltà.... La signora non parlava che il russo e il francese.... Ecco quanto basta per rilevare che non si trattava di mia moglie.... E fumava come una locomotiva, mentre Elena non può tollerare nemmeno il fumo di una sigaretta.... Ma il più bello è questo; otto giorni dopo, quel caro Emilio m'incontrava ancora a Parigi, al restaurant....
S'interruppe di nuovo, e come avesse dato un ordine al conduttore d'un taxi, soggiunse: — Restaurant Maurice, rue Drouot, au coin de la rue de Provence.... Anche là non ero solo. Accompagnavo una signora; e non era la signora del Grand Hôtel.... La signora del restaurant Maurice era alta, sottile, tutta vestita di nero, con una “cappottina„ da cui sfuggivano alcuni riccioli, e che le incorniciava il volto pallido.... Dunque, a distanza di otto giorni, avevo cambiato due amanti.... L'amico Emilio abita a Milano, via Alessandro Manzoni, N. 10. Ha scritto?
L'avvocato scrisse, rialzò il capo, e stette ad ascoltare.
— Per ultimo, — disse Stefano, deponendo sul portacenere il resto della sigaretta, — le indicherò il mio amico Cesare di San Sebastiano. Egli mi ha incontrato a Torino, una sera sotto i portici; v'era folla, io accompagnavo una signora, ed egli salutò. Questo disgraziato Cesare di San Sebastiano è molto miope, e perchè abitavamo allo stesso albergo, l'indomani mi chiese di potere salutare mia moglie. Ho dovuto dirgli, — veda a che cosa conduce la miopia.... degli altri! — che la signora con cui vivevo all'albergo non era mia moglie, ed egli ne fu molto confuso, più confuso di me, certamente. Ora, è bene sapere, che quella signora non aveva nulla di comune nè con la signora di Napoli, nè con quella del Grand Hôtel di Milano, nè con l'altra del Restaurant Maurice. Lo dica pure con tutta franchezza; nessuno potrà smentirla.... Cesare di San Sebastiano abita a Torino, via Lagrange, 12. Vede che ora lei ha un materiale prezioso, e l'assoluzione di Elena è assicurata.... Perchè, se tante sono le avventure che ebbero testimoni certi e insospettabili, quante saranno, mio Dio, quelle che passarono inosservate?
Sì alzò sorridendo, e andò ancora a dare un'occhiata alle foglie che tremolavan nel giardino.