Infine, mentre Francesco stava per andarsene, sopraggiunse la madre di Letizia, una buona signora piuttosto rotonda di forme; allegra e premurosa, madame Brigitte Gericault riaccese la conversazione, parlando con tale rapidità che Francesco ne rimase stordito sulle prime, e tornò a sedersi. In breve, l'amicizia era nata; avendo appreso che il signore era solo a Colmàr, madame Brigitte si fece ardita, e gli disse che se qualche volta avesse voluto gustare la cucina francese....
Letizia capì che la mamma si spingeva troppo avanti, e le lanciò un'occhiata dritta e dura, per fermarla; ma Francesco aveva già accettato; e allora Brigitte aggiunse che abitavano presso la Casa dei Cavalieri di San Giovanni, una piccola meraviglia d'arte.
— Io sto a Colmàr un anno! — pensò di nuovo Francesco, uscendo finalmente sulla strada e avviandosi all'albergo dopo due ore di conversazione.
Letizia era nel negozio, al banco, la mattina; sua madre la sostituiva nel pomeriggio, e il babbo stava al banco la sera. Tutte le mattine Francesco entrava, faceva la sua provvista di sigarette, e sedeva a chiacchierare. La fanciulla si svelava diversa, a poco a poco, da quella che Francesco aveva imaginato; era gaia e arguta; lo accoglieva con un sorriso di piacere e gli raccontava una quantità di piccole cose, di fanciullaggini, gli rivolgeva domande sull'Italia, di cui aveva idea come d'un immenso giardino greve di profumi; e Francesco le lasciava credere, anche per non turbar le sue cognizioni geografiche, considerando che a scuola le avevano insegnato che “l'Italie est le jardin d'Europe„. Ma da quel chiacchierìo risultava chiaro che la fanciulla era ingenua, non aveva affezioni all'infuori della mamma e del babbo e non sapeva nè civetterie nè malizie.
La domenica indossava il costume alsaziano per rispetto alla tradizione. Il magnifico nastro nero che si apre con le grandi ale sul capo e scende riccamente lungo il dorso, dando idea d'una immensa farfalla superba che si fosse fermata sulla testolina della fanciulla, le stava così bene, che Francesco si lasciò sfuggire un grido d'ammirazione.
— Vous êtes adorable, mademoiselle! — egli esclamò.
Letizia diventò di porpora in volto, balbettò qualche parola, e Francesco le chiese scusa dell'impeto ammirativo che le era spiaciuto; poi offerse d'andare a passeggio con la mamma e con lei; e andarono, camminando adagio, verso quella parte della città che, posta sulle rive della Lauch, ha l'aspetto d'un pacifico villaggio con la linea delle case qua e là interrotta da ciuffi di verzura.
Nel tornare, poichè sentiva che Letizia gli teneva ancora il broncio per il suo elogio un po' brutale, Francesco acquistò da un ragazzetto un grosso mazzo di viole mammole, umide e odorose, e l'offerse alla fanciulla. Letizia lo afferrò avidamente, lo partì in due, e ne diede metà alla mamma.
— Buono, un altro granchio! — pensò Francesco. — Quando si comincia!... Dovevo offrirle a Brigitte.
Ma l'indomani vide che Letizia aveva appuntato al petto un mazzolino di quelle viole, e le altre erano in un angolo del banco dentro un vaso di cristallo, e vi restarono tutta la settimana, fin che caddero a una a una, appassite.