Il Giuliani era alto, smilzo, la pelle giallognola; e di fronte a lui, Tullio Sciara, più basso, robustamente piantato, col volto dal colorito acceso e la bella barba nera a punta, figurava benissimo.
Il Giuliani l'aveva visto discendere dalla carrozza con la fanciulla, e gli aveva tenuto dietro fino allo sportello dei biglietti, ove s'incontrarono.
— Parti? — domandò Ernesto Giuliani.
— Sì, una breve scappata, — mormorò Tullio.
— Ti ho visto in buona compagnia, con una ragazza magnifica.
— Mia nipote, — disse Tullio per troncare ogni investigazione.
— È una bellissima fanciulla, — insistette il Giuliani. — Non me ne avevi mai parlato.
— Può darsi; la ritorno ai suoi parenti, a Bellagio.
— Ah, vai a Bellagio! Io vi farò compagnia fino a Como, perchè di là devo procedere per la linea del Gottardo. Vado in Isvizzera per affari.
Tullio si morse le labbra. Non appena fu in possesso dei biglietti, corse presso Estella, che teneva nelle mani un fascicolo illustrato.