Se fosse stata veramente nipote di Tullio Sciara, Estella non avrebbe fatto meglio.
Era una nipote birichina e civettuola, affettuosa e impertinente, che dava del tu allo Sciara con una franchezza mirabile.
— Mio zio, — ella diceva al Giuliani, — mio zio è molto severo con me. Anche ora, alla stazione, mi ha strappato di mano un libro che avevo comperato col mio denaro....
— Ti prego di non ricominciare, — interruppe Tullio, il quale si sentiva a disagio in quella commedia, e temeva sempre di commettere qualche imprudenza che rivelasse al Giuliani la verità delle cose, o lo facesse pensar male della fanciulla affidatagli.
— Insomma, — dichiarò Estella, — io voglio sapere che cosa sono le cocottes. Lei, signor Giuliani, sa che cosa sono le cocottes?
Per prima risposta, Ernesto diede in una risata sonora, che fece oscurare il viso della giovinetta.
— Mi perdoni, — disse poi, — mi perdoni, signorina; ma la domanda è così impreveduta!... Le cocottes? Certamente, so che cosa sono; sono certi cavallucci che si fanno con la carta. Ma non capisco....
— Capirà subito, — spiegò Estella. — Io ho comperato l'Almanach des cocottes, e mio zio me l'ha tolto di mano, dicendo che non è una lettura per me....
S'arrestò, al vedere il Giuliani che si smascellava dalle risa, tanto da dover curvarsi e piegarsi, e da aver gli occhi pieni di lagrime.
— L'Almanach des cocottes! — andava ripetendo. — Ah, ma che bella idea! E dove l'ha scovato? Guarda se deve andare a pescare l'Almanach des cocottes!... Certo, è una lettura.... Ah, ma che bella idea, che bella idea!