— Finalmente, — pensò, — capisce qualche cosa; capisce l'impaccio di questa situazione.... Accidenti alla signora Anna e a tutte le femmine!

Ma il turbamento d'Estella scomparve subito, e salendo le scale, ella s'avvicinò allo Sciara, e gli disse sottovoce:

— Ancora nipote? Quanto mi piace!

Tullio chiuse fuggevolmente gli occhi. Era agitato lui, ora: la freddezza, il dominio dei nervi lo abbandonavano d'un tratto; l'intimità imprevista di quelle scene gli intorbidava il pensiero; e non poteva dir nulla alla giovinetta, ch'era superba di sentirsi in mano di lui, sotto la sua protezione.

Le camere belle, nitide, luminose, eran tappezzate con carta chiara; e ciascuna aveva un camino nell'angolo, una tavola nel mezzo, un letto tutto bianco; l'impiantito era lucido, quasi sdrucciolevole.

Estella fece portare subito le legna pei caminetti, e rimandò la cameriera. Volle accendere ella stessa il camino nella camera di Tullio.

E deposto il cappello, gettati i guanti, inginocchiata, dispose le legna sottili e poi le grosse, vi diede fuoco, e rimase a guardare la fiamma che andava allargandosi tra le legna che crepitavano.

Tullio, seduto in una poltrona, fissava la figurina, così gentile con la selva di capelli d'oro accendentisi ai riflessi del fuoco. Nulla di più soave che la linea di quel corpo ancora un po' magro e aspro nei contorni; nulla di più grazioso che i movimenti della giovinetta inginocchiata, la quale seguiva con gli occhi le fiamme azzurrastre e gialle, e andava perdendosi a poco a poco in qualche sogno....

Ma d'un tratto si riscosse, e balzò in piedi.

— Fra cinque minuti, — disse, — la camera sarà riscaldata.