La donna è fatalmente infedele all'uomo che non la comprende, non la cura, non la educa, perchè la donna ha in sè un fermento di ribellione istintiva, che solo un'attenzione assidua e generosa può distruggere. Direi per ciò che nel campo sentimentale non è tradito se non l'uomo che vuol esserlo. Perchè la donna non chiede di meglio che di essere fedele, anche per la naturale sua inclinazione, la quale la consiglia a tenersi lontana dalle ansie, dai pericoli, dalle fatiche dell'inganno. Non chiede di meglio, ma essendo per natura sua oscuramente e infantilmente vendicativa, le asprezze e le volgarità, le offese e le negligenze dell'uomo cadono in un terreno che produrrà i frutti più tossici non appena l'occasione se ne presenti.
Contrariamente a quel che si pensa in generale, l'adulterio femminile non è già la rivelazione d'un «punctum minoris resistentiae» della donna, ma d'un «punctum minoris resistentiae» dell'uomo a cui ella appartiene; o piuttosto l'effetto delle deficienze del marito che delle deficienze della moglie.
È raro l'uomo il quale dia all'amore tutta l'importanza a cui questo sentimento ha diritto: siamo in tempi gravi, il rispetto umano ci obbliga a sogghignare di ciò che noi chiamiamo sentimentalismi, e per far più presto, molti uomini giungono al matrimonio dopo una lunga esperienza della donna da trivio, la sola esperienza rapida e poco dispendiosa che la fretta degli affari conceda. Alla vigilia di legarsi per tutta la vita a una donna, non hanno della donna che un concetto fisico e dell'amore un sorridente disdegno.
Ed è doloroso che di questa ignoranza oggi si faccia pompa come di squisita saviezza e ci si avvicini al matrimonio come ad una vettura di piazza, trascinata da un cavallino qualunque, che è la donna, il quale correrà certamente per il solo fatto che c'è un cocchiere. Qualche volta il cavallino s'impenna, rovescia cocchiere e carrozza....
E allora l'uomo ricorre al codice o al colpo di rivoltella, perchè ha ragione lui, e il cavallino doveva correre.
Eppure, di ben poco si nutre la scienza dell'amore: di bontà e di apparenze gentili. Gli uomini non sanno che bene spesso tutto dipende da una parola. Alle parole la donna dà gran peso: un uomo avveduto con una frase opportuna, con una piccola garbata parola può vincere l'irritazione della sua compagna. La donna ha sete di parole buone e affettuose e le preferisce talora a un regalo; in generale gli uomini ignorano questa ingenua virtù femminile che si accosta per essere accarezzata con una frase; e in una discussione non sanno aver pazienza, trascuran l'arte di tacere, trattano la donna come un avversario temibile armato di terribili argomentazioni alle quali altre bisogna opporne senza pietà per debellarlo. Se sapessero indulgere alla mancanza di logica, che sovente è la caratteristica delle argomentazioni femminili, e, non volendo stravincere, se sapessero spiare il momento per quella parola buona e tenera, che la donna desidera sempre, le discussioni terminerebbero presto senza lasciare strascichi, senza giungere a violenze, che si possono perdonare, ma che non si dimenticano più.
Ho detto che la donna è una creatura delicata; prima di me un classico, il Michelet, l'ha definita «un être malade». Per quella sua delicatezza, ella non tollera la volgarità, e l'uomo è sopra tutto e prima di tutto una creatura contesta di volgarità.
Egli parla dei suoi amori con cruda spavalderia; e la donna per abitudine e per prudenza non ne parla mai in alcun modo. Egli si vanta delle sue conquiste o, quando è discreto, le lascia indovinare. Ci son degli uomini, — e mi dispiace dirlo, son la maggioranza, — i quali preferiscono al possedere una donna il comprometterla. La donna ha l'abitudine del silenzio e del segreto in tutto quello che si riferisce all'amore; — l'uomo è, per quel che si riferisce all'amore, assai loquace.
Il suo linguaggio del resto, è in generale, largo e sbracato: un vocabolario da taverna non è affatto eccezionale in bocca a un uomo che parla con altri uomini familiarmente, ma è lontano dalle abitudini mentali della donna, la quale non se ne servirà se non il giorno in cui avrà disceso tutta la scala della perdizione.
È dunque assai facile, per questa diversità di costume, di vita, d'abitudine, che l'uomo offenda la naturale suscettibilità della donna, credendo che perchè egli l'ha avuta, tutto gli sia permesso; e molte ferite son fatte nei primi tempi d'intimità piuttosto con le parole che con le azioni.