Una fiamma vermiglia le si diffuse repentinamente pel volto.
— No, — rispose.
— E a che cosa pensava, allora?
— No, — ripetè Estella seccamente.
Vi fu un'altra pausa. Un tizzone crollò, trascinando quelli che lo premevano; Tullio riprese le molle, accomodò il rogo sul quale Estella gettò qualche altro legno.
— Vuole prendere il tè? — chiese lo Sciara. — Anche per il tè è astemia?
— Non c'è bisogno di rimproverarmi! — osservò bruscamente la fanciulla.
Si fissarono in viso; sentivano l'uno per l'altra un rancore sordo, improvviso, come, avvertendo la stranezza del loro contegno, fossero stati malcontenti delle parole e degli atti, e avessero voluto liberarsi da quella onda di sentimento da cui erano a poco a poco insidiati.
Tullio resistette al corruccio che lo invadeva.
— Vogliamo essere gentili ancora? — egli disse.