— Sarà stato il tè.
Lo Sciara non disse parola, e allora Estella soggiunse, dubitosa:
— Ascolti.... Mi ascolta?... Io ho pensato stanotte che sono stata insoffribilmente cattiva con lei, e l'ho fatto ammattire tutto il giorno. Ne ho un vero rimorso, e temo che lei mi lasci con una pessima impressione. Non so come farmi perdonare; non ho più tempo per dimostrarle che sono buona....
Tullio interruppe:
— La giornata che abbiamo passato insieme è stata un raggio di felicità per me.
— Anche per me, — disse Estella, respirando come liberata da un peso. — Ero felice; non avrei mai voluto che apparisse l'alba. Se mi si concedesse ancora un giorno così bello....
Tacque; s'accorse di dire troppo. Ma Tullio volle udire e incalzò:
— Che cosa farebbe?
— Qualunque sacrificio, — confermò Estella incoraggiata. — Ho pensato stanotte che mi taglierei tutti i capelli, per ottenere questa grazia; poi ho riso da sola, perchè sarei orribile, e lei si vergognerebbe di una ragazza tanto brutta, e non mi condurrebbe in viaggio e all'albergo.
— Io, — disse Tullio, — mi lascerei tagliare la mano sinistra, per riavere, non un giorno, ma molti giorni come quello che abbiam passato insieme.