— Che bella coppia! — esclamò la giovinetta. — Lei senza mano, e io senza capelli!

Risero, e fu l'ultimo lampo di gioia. Poi a poco a poco, la malinconia li vinse, il silenzio li riprese; squadrarono con rancore, quasi con odio, i viaggiatori che di stazione in stazione andavano prendendo posto nella sala e disturbavano il muto dialogo delle loro anime. Estella sentiva un amaro nodo alla gola, un desiderio di piangere, come se ciascuna toccata del battello l'avvicinasse a un destino triste; e per trovare forza, dovette dirsi che suo padre l'aspettava.

— Sente il suo profumo? — chiese Tullio. — È nel mio fazzoletto, con le sue care lagrime....

Ella non rispose; volse il capo, guardando fuori, perchè l'amico non vedesse che nuove lagrime le facevano velo agli occhi.

Tullio riprese:

— Ricordi la promessa. Nessuno deve sapere mai che noi abbiam passato insieme un'intera giornata.

Mai! — ripetè la fanciulla. — Mai, nessuno al mondo. Sarà il nostro segreto.

E non dissero più altro. Solo, quando il battello toccò Bellagio ed Estella s'avviava all'approdo, ella mormorò ancora con voce addolorata:

— Ahimè, come tutto finisce!

X.