Noi vogliamo che la donna sia onesta; ma ciascuno di noi ha lavorato più volte e con entusiastico accanimento a debellare o a mettere in pericolo quella onestà che sbarrava il cammino ai nostri desiderii. Sempre pronti a dettar norme di ben vivere e a creare eccezioni per il nostro piacere, non teniamo poi conto alcuno delle lotte che la donna ha dovuto sostenere per osservar quelle norme e per respingere quelle eccezioni. L'onestà ci pare una cosa facile ed ovvia, quantunque abbiam passato molto tempo della nostra vita a studiare agguati e a tendere lacciuoli per farvi incappare la donna che voleva essere onesta.
Una certa equità nel giudicare la donna caduta è necessaria.
Alla nostra onestà di uomini, la quale consiste, poco su poco giù, nel non violare il codice, non si oppongono tanti accorgimenti nemici quanti vengono preparati alla onestà femminile, che è di natura ben più difficile.
Un cassiere mal pagato che maneggia ogni giorno centinaia di migliaia di lire, è assai meno meritevole di stima che una donna maltrattata dal marito, la quale non cede alle lusinghe dei corteggiatori. Il primo può anche avere innanzi agli occhi la visione del carcere, sufficiente a trattenerlo da un'appropriazione indebita; l'altra non ha che la visione d'una felicità luminosa e infinita, che ogni giorno il corteggiatore le descrive.
In basso la donna è insidiata dalla povertà. Nulla mi par così pietoso nel mondo come lo spettacolo d'una fanciulla povera; a lei negate non soltanto le soddisfazioni della vanità, pur forte in ogni cuore di donna, ma gli agi, le comodità, le cure, che al suo corpo gentile e fragile sarebbero necessari. E intorno le stanno uomini, i quali pongono tutto lo sforzo dell'ingegno e dell'eloquenza nel dimostrarle che se cederà ai loro desiderii e si toglierà dal cammino diritto, potrà adornarsi e curare la sua persona e la sua eleganza, ed essere invidiata, e vivere in un perpetuo gaudio. Il lavoro l'intristisce, il timore del domani la sciupa, i cattivi alimenti e la cattiva abitazione la fan deperire. E lavora. Lavora fin che trovi un uomo della sua condizione che voglia sposarla. Egli la sposa, ma non la toglie alla fatica quotidiana perchè non può; e un giorno s'ubbriaca e la batte.
Più su, le tentazioni che serrano tutt'intorno la donna non sono meno terribili. Se in basso la mancanza degli agi può tradirla, in alto sono gli agi che la insidiano, è il suo fascino medesimo che fa pullulare i desiderosi, è talvolta la mancanza dei figli, è la maggior coltura che le dà maggiori bisogni sentimentali, è la vita stessa con le sue convenienze, i suoi divertimenti, le visite, i teatri, le feste, che le moltiplica intorno le seduzioni, è la trascurataggine del marito, che non sa difenderla e proteggerla, e si fa vivo il giorno in cui l'accusa e la giudica....
La nostra povera onestà maschile, la quale, ripeto, è sufficientemente solida quando non incappi nel codice, ignora questa via crucis di tentazioni. Noi non siamo tutti i giorni pregati e supplicati di rubare o di apporre firme false a una cambiale, come una donna giovane e bella è tutti i giorni supplicata di darsi all'uno e di mancar fede all'altro. E se fossimo con tanta insistenza pregati di commettere il male, non so quanti di noi non lo commetterebbero, salvochè non avessimo gli occhi sempre intenti al codice.
Come possiamo essere severi con la donna caduta, se teniam conto di tutte le trappole che furon poste attraverso alla sua strada? Dobbiamo noi farla responsabile delle adulazioni che han trovato la via del suo cuore, delle minacce che l'hanno impaurita, delle insistenze che l'hanno avvinta, delle abili finzioni che l'hanno illusa?
I veri responsabili, gli uomini, scompaiono nell'ombra.
Quando tornate a casa di tarda notte e v'imbattete in una donna da trivio che vi sorride e vi chiama, non pensate mai che un giorno ella fu vergine, che deve aver amato, che si è data a qualcuno, il quale l'ha abbandonata poi sul lastrico, e non vi chiedete dov'è questo «qualcuno» mentre la donna segue la sua via d'abiezione e di morte?... Quel «qualcuno» può essere il medesimo uomo, il quale vi ha testè accolto nella sua casa ospitale, dove tutto sorrideva e tutto era bello.... Non vogliamo condannarlo? Ma bisognerebbe essere ingiusti fino alla bestialità per condannare in sua vece la donna, che vent'anni addietro gli ha creduto ed è rotolata giù per la scala del vizio fino alla prostituzione.