E la frase mi fa ridere. Se ben mi ricordo, deve avere avuto un'amante polacca, l'anno scorso, incontrata a una pensione di Lido. Egli parla da conoscitore....
— Non si è mai lagnata della partenza del suo amico, Wanda Zablinsky, — insiste. — Ma sempre del silenzio, della malinconia, della pioggia.... Diceva d'avere imaginata una Venezia tutta diversa, tutta diversa.
— Voleva il caldo in dicembre? Fa caldo a Varsavia, in dicembre?... Perchè l'ha condotta a Venezia, quell'imbecille? Doveva condurla al Cairo....
— Ma il silenzio? A Varsavia questo silenzio non c'è!
— E se il silenzio le faceva tanto male, perchè non è partita? A Londra, a Parigi, a Roma, a Napoli, c'è il rumore, il bel rumore che vi fa vivere della vita altrui, e vi fa dimenticar la vostra....
— S'è perduta, s'è smarrita, è rimasta, ed è morta, — dice il cronista.
— Lei parla come una pietra tombale.
Ma non parliamo più, nè io, nè lui. L'ombra è discesa repentinamente dal cielo bigio, e nell'ombra splendono sul campo i fanali a gas, illuminando il lastrico bagnato; qua e là, dentro le finestre, rilucono le lampade a petrolio....
— Viene a vederla? — riprende il giovane.
— Andiamo.