— E che puoi dire? — interrogò Laura, andandogli incontro.

— Nulla. Tu sai che non ho mai dubitato. Ma non è merito degli uomini che vengono qui.

Laura avanzò e lo guardò negli occhi.

— Non ti sono stata sempre fedele? — chiese dolcemente.

— Sì, bella! — rispose Gin, sfiorandole con una mano i capelli bruni e lucidi, una foresta domata. — Sempre bella e sempre fedele.

Tacque un istante, poi fu ripreso dal suo bisogno di sarcasmo.

— Non so se a buon mercato, — soggiunse.

Laura gli gettò uno sguardo lungo, e non rispose. Allora Gin fu stupito di sè stesso, perchè improvvisamente, impensatamente, quasi con un tremito nella voce, riprese:

— Non ti piacerebbe che viaggiassimo un poco! Un poco, lontano, in Oriente, a capriccio, dove tu vorrai?

Laura inarcò le sopracciglia, attonita, e rise: