— Buon viaggio! — rispose Silvio ridendo.

Gin si volse e, avvicinatosi ai due, parlò d'un'escursione ch'egli aveva compiuto venti anni prima in Egitto.

— Vent'anni! — esclamò Laura, alzandosi per servire il tè. — Mio marito parla di venti e trent'anni or sono con un coraggio invidiabile.

— Venti e trenta e quaranta! — insistette Gin. — È la civetteria dei vecchi; ricordare meglio dei giovani, e vivere come i giovani.

Silvio si morse le labbra per non rispondere una frase insolente.

La serata non ebbe altro di notevole; forse, verso l'ultimo, Silvio trovò maniera di dir qualche parola minacciosa a Laura, perchè la donna sembrò un istante turbata a Gin. Ma più tardi la udì nella sua camera da letto cantare graziosamente a mezza voce un'aria dell'Histoire d'un Pierrot.

L'indomani ella non uscì di casa tutto il giorno; nel pomeriggio fu singolarmente irrequieta.

— Io vado al Circolo, — le disse Gin, passando dal suo salottino.

La giovane stese una mano per trattenerlo.

— No! — interruppe. — Non uscire, Gin. Tienmi compagnia....