— Ebbene, Laura, — disse Gin, chinandosi fin quasi a metter la testa presso la testa della giovane. — Si giuocava un giuoco d'inferno intorno a noi, la vita di qualcuno, la mia, forse la tua. E una vita è scomparsa....

Tacque; percorse di nuovo con lo sguardo tutta la bella persona agile e forte.

Di sotto le palpebre chiuse di Laura sfuggivano le lagrime e scendevano lungo la guancia. Gin aveva visto poco prima filare il sangue giù per la guancia di Silvio. Lagrime e sangue per lui, per il suo amore e per il suo diritto. L'uomo aspro e beffardo, che non aveva detto quasi mai parole care alla sua donna, sentì una vampa di gelosia ardergli il cuore, e le sue labbra si dissuggellarono.

— Ti amo, Laura, — disse con un'esitanza timorosa. — Mi ami, tu?

E aspettò la risposta trepidando, come avesse chiesto l'amore a una donna nuova, che non aveva mai conosciuta prima di quel giorno.

Laura stette con gli occhi chiusi e la testa reclinata sul letto, ma allungò un braccio, ne ricinse il collo di Gin, trasse questi a sè, e gli mise la bocca sulla bocca, in silenzio.

NINNÌ NON È GELOSA.

In piedi innanzi al grande specchio, nella sua camera da letto, ha tolto i pettini dai capelli che sono balzati giù, neri e violenti, per le spalle; poi li ha raccolti, li ha fermati ancora in una massa scomposta; e di nuovo li ha liberati, lasciandoli fluire da tutte le bande.

Siccome questo giuoco ha il potere d'irritare sordamente suo marito, Ninnì lo ha fatto tre volte, ed è in via di farlo la quarta. È vestita, o meglio è avvolta in una vestaglia della quale poco si capisce; un'ondata, una spuma di merletti la circonda intera, e le braccia un po' magre sbucano da quella groviglia di trine, alzandosi ora a sciogliere i capelli, ed ora a riappuntarli. Mentre lavora così assiduamente, finisce un lungo discorso:

— Potevi dirmelo, vedi? Potevi dirmelo che andavi da quella scempia; ci sarei venuta anch'io! Non indovino perchè tu vi sia andato solo, o indovino troppo.... Già, è una stupidina; e per ciò ti piace.... Basta che una donna sia stupida perchè tu le faccia la corte.... Sei un sentimentale.... Mi rincresce dirtelo; con quelle tue arie da moschettiere, non sei che un sentimentale, e di quindici in quindici giorni mi tiri fuori un'amicizia nuova; naturalmente per una donna.... Adesso tocca alla Marnoldi.... Non so intendere, poi, come tu vada a perderti colla Marnoldi. Una volta non potevi soffrire le bionde, e questa è così bionda che pare si sia messa in testa una parrucca di stoppa....