— Tu sei tutta adorabile, — dice Giorgio, chinandosi per baciarla.
— Tutta adorabile! — ripete Ninnì, respingendolo bruscamente. — E quando vede le altre, lui, saltella come una cavalletta.... E per chi, poi? Per quella Palmieri che ha due piedi i quali mi rammentano gli sky e due orecchie a ventola.... Che orecchie!... Non sono gelosa, sai? Non mi degno....
Ninnì non è gelosa; non si degna.
Una volta ha fatto una cosa molto semplice. Era a pranzo con Giorgio, sola; non c'erano invitati; e Giorgio tornato dal tè della principessa Gualchieri, s'era messo a lodarne la bocca, soltanto la bocca dalla linea sinuosa, dalle labbra vive e lievemente ombrate per una impercettibile pelurie....
Ninnì ha fatto allora una cosa semplice: afferrato un lembo della tovaglia, ha rovesciato a terra piatti, bottiglie, bicchieri, posate, salierine, vasetti da fiori, quanto v'era sulla tavola, mentre il domestico che serviva, restava duro e impassibile ad attendere gli ordini.
— Non sono gelosa! — ha dichiarato poi. — Ma che tu, anche davanti ai domestici, senta il bisogno di mostrarti quale sei, un libertino, è cosa veramente insopportabile!
Per Ninnì, tutto è insopportabile. Sfugge i convegni mondani quanto le è possibile, perchè l'esperienza le ha insegnato che un marito e una moglie per bene son come due estranei in società e non devono mai trovarsi insieme, se non vogliono essere uccisi dal ridicolo. Il marito si occupa delle signore, mentre gli uomini gli corteggiano la moglie. E ne viene per Ninnì un martirio atroce; deve difendersi da molti esperti ganzerini che la circuiscono con madrigali e con dichiarazioni, e deve aver l'occhio a Giorgio; ma il più spesso Giorgio è in una sala e Ninnì in un'altra; la giovane non può correre a cercarlo, nè svelare l'angoscia che la rode, e le leggi mondane le impongono di star ferma, di sorridere e di rispondere e di dare il braccio al duca di Telmi e di ballare col principe Gualchieri e di farsi accompagnare al buffet da un terzo (mio Dio, Giorgio è con la Marnoldi!), e di essere gaia, spensierata, amabile, un po' civetta, un tantino scettica. Che cosa le manca?
Le manca Giorgio, ai balli e ovunque. Vorrebbe essere il bicchiere ch'egli reca alle labbra, il libro che tien fra le mani, il lastrico su cui posa il piede, e vorrebbe nello stesso tempo ch'egli fosse libero e potesse vivere con piacere.... Vorrebbe molte cose contradditorie, e un bel giorno arrischia di perdere interamente la testa.
Durante una passeggiata a cavallo ha notato che la premura di Giorgio per la marchesa Rusticucci oltrepassa il segno della convenienza, e che tra l'uno e l'altra si scambiano occhiate e sorrisi, che Ninnì definisce per “terribili„. Fa tutta la sua cavalcata senza schiudere labbro, non badando affatto al duca di Telmi, il quale s'affretta a essere con lei così premuroso come Giorgio è con la marchesa, ma non gli toccano, al più, che sorrisi gelidi, e Ninnì si dimentica anche di ringraziarlo.
All'indomani piomba dalla marchesa Rusticucci. Questa non riceve ed è anzi per uscire, ma udendo il nome di Ninnì, le va incontro, le tende le mani amichevolmente: e Ninnì le dice con voce rauca: